AAA, gabbiotto PIT Ostia affittasi vista strada per 175 euro al mese

L'ex Pit di Ostia messo in locazione dal X Municipio

Promozione turistica, l’ex PIT (Punto Informativo Turistico) di piazza Anco Marzio, è in affitto. Il X Municipio ha lanciato il bando per l’affidamento in concessione della struttura: si tratta di un’occasione per dimostrare la reale presenza di associazioni imprenditoriali in grado di raccogliere la sfida.

E’ stato pubblicato sui siti istituzionali il bando per l’affidamento dell’ex PIT. La struttura è stata voluta e realizzata dieci anni fa dall’allora assessore capitolino al Turismo Mauro Cutrufo (Giunta Alemanno) come punto di informazione e promozione turistica per Ostia e per la città di Roma. Inizialmente gestita da Zetema, dopo tre-quattro stagioni è stata abbandonata. Una beffa che si rivelò subito tale: nel gabbiotto non esisteva materiale per la pubblicizzazione delle bellezze del litorale romano da consegnare ai turisti che ne facevano richiesta.

Dopo tutti questi anni di abbandono, il X Municipio ne ha eseguito il restauro in previsione dell’affidamento in concessione come deciso dal Consiglio del 9 gennaio, provvedimento che ha visto attuazione solo in questi giorni, più di dieci mesi dopo.

La manifestazione d’interesse è destinata alle “Associazioni e/o ad Enti del “Terzo settore” per la promozione di progettualità capaci di attivare processi virtuosi di sviluppo culturale, sociale ed economico per l’intera città e nello stesso tempo, necessaria garantire con urgenza la conservazione del Patrimonio comunale”. I soggetti interessati all’interno del PIT (15 metri quadrati di superficie, recita la stima) potranno dedicarsi ad attività con “finalità turistiche e culturali con lo scopo di informare e promuovere il territorio, sulla base di una concessione pluriennale da perfezionarsi al termine della presente procedura”. Non è specificato se queste attività potranno essere a pagamento verso i fruitori ovvero verso i turisti.

I soggetti che aspirano alla concessione devono operare nell’ambito di “attività ricreative, culturali e di promozione del patrimonio storico, artistico, promozione turistica del territorio”.

Diversamente da quanto ci si potrebbe aspettare (visto che il gestore avrà l’onere di manutenere nelle migliori condizioni il gabbiotto e gli impianti che vi sono in dotazione) si dovrà pagare un canone di concessione fissato i 175 euro mensili da corrispondere all’amministrazione in due rate semestrali o in rate mensili.

Riguardo alla durata della concessione, il bando presenta un errore che dovrà essere corretto quanto prima per evitare che la graduatoria sia dichiarata nulla: all’articolo 2 dello schema di bando, infatti, la durata della concessione è dichiarata di 6 anni mentre all’articolo 8 si dice invece che la durata della concessione avrà durata di 12 anni.

Un altro grave limite del bando è quello di non vincolare l’impiego dell’ex PIT nella sua funzione di promozione turistica ad un dato orario e periodo. Il concorrente interessato alla gestione, infatti, potrebbe presentare un progetto di utilizzo a tempo pieno per tutto l’anno ma, diversamente, impiegarlo solo parzialmente o addirittura esclusivamente come “vetrina” nella posizione privilegiata di piazza Anco Marzio e del lungomare.

Le domande dovranno pervenire al X Municipio entro il 15 gennaio ore 12,00.

BANCO DI PROVA PER L’IMPRENDITORIA TURISTICA

Quella della concessione dell’ex PIT di piazza Anco Marzio potrà costituire la cartina al tornasole della effettiva esistenza di una realtà economica organizzata che vive di turismo a Ostia. Certo, al momento la struttura è abbandonata davanti a una sorta di discarica, costituita da una fila di cassonetti debordanti rifiuti maleodoranti. Ma il potenziale è notevole.

C’è da ritenere che quella gestione possa rappresentare un’opportunità per le associazioni datoriali e per i gruppi organizzati, finalmente messi in condizione di disporre di un luogo nel quale concentrare l’offerta di accoglienza, svago, intrattenimento e cultura del litorale romano.

Da decenni se ne fa un gran parlare, tra sindacati di balneari, associazioni di albergatori, sodalizi di ristoratori, consorzi di commercianti. Solo dopo che uno di questi cenacoli di imprenditori si farà carico di assumere l’iniziativa, si potrà finalmente dire che la sfida del rilancio turistico di Ostia è davvero partita.

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