Lavoratori Aec-Oepa di Fiumicino: “Chiediamo applicazione articolo 48”

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“Non sappiamo se per colpa della cooperativa o del comune, ma siamo stati penalizzati”. E’ la denuncia dei lavoratori Aec-Oepa di Fiumicino, gli assistenti educativi culturali che si occupano della comunicazione e autonomia dei bambini e ragazzi con disabilità che per oltre un mese, dai primi di marzo, sono stati in cassa integrazione, prima di ricominciare ad operare a distanza.

Gli Aec chiedono di recuperare le ore perse e che quindi venga applicato appieno l’articolo 48 del decreto Cura Italia. Gli Aec termineranno di lavorare a giugno, come di consueto, congelando il loro contratto nei mesi estivi per poi riprenderlo a settembre, ma con tutti i dubbi e le incertezze su una ripartenza, che potrebbe costargli la perdita di altre ore di lavoro e di conseguenza un ulteriore danno economico.

 

Aec, Simone Miozzi (rappresentante sindacale Usb): “Chiediamo l’applicazione dell’Articolo 48”

“Dal 5 Marzo siamo rimasti a casa per la sospensione scolastica. Da quel momento aspettavamo notizie in merito al nostro ruolo. Non sono arrivate purtroppo, poi il 17 marzo è uscito il Cura Italia. In questo decreto legge, l’articolo 48 diceva che i nostri stipendi dovevano essere erogati al 100% o doveva essere trovata un’alternativa al nostro lavoro. Questo purtroppo non è stato possibile. L’unica proposta è stata di convertire il lavoro in ore domiciliari, ma non potevamo spostarci né dalle nostre case, né andare nelle abitazioni dei nostri ragazzi”.

“Con diverse azioni fatte dal sindacato siamo riusciti ad ottenere una risposta dal Comune che purtroppo è stata negativa. Abbiamo dovuto chiedere gli ammortizzatori sociali che abbassano di parecchio i nostri stipendi. L’amministrazione ci ha detto che avrebbe potuto pagare soltanto le poche ore svolte a marzo e per il resto di richiedere gli ammortizzatori sociali. In questo caso la Cassa Integrazione. Noi chiediamo l’applicazione dell’articolo 48”.

“Ci rendiamo contro che il ritorno a scuola non sarà possibile in questo anno scolastico, quindi terminerà in questa modalità. Noi ci auguriamo che l’alternativa a distanza possa essere fruttuosa per qualcuno, ma anche questo per noi risulta molto difficile da pensare. I bambini più piccoli sono quelli che ne risentano molto di più”.