Studio sul lockdown: “La ginnastica anche in remoto migliora la salute e la qualità della vita”

Resi noti i risultati di un’indagine condotta nel lockdown a Roma e Mira (Ve). Con la kinesi e il pilates da remoto migliorate le patologie preesistenti e i parametri neurologici
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Ora che l’esplosione pandemica rischia di rimetterci in lockdown torna utile uno studio sugli effetti della ginnastica da remoto presentato nei giorni scorsi in occasione del convegno “Covid-19 e sport” di Verona (18 ottobre) e Parma (19 ottobre).

Lo studio, coordinato per il Polo della Salute dalla dott.ssa Flaminia Pastori  e per l’Università Popolare Europea IGEA dal dott. Glauco Collalti, è stata una prima valutazione scientifica nazionale su come la quarantena ha potuto condizionare le abitudini degli italiani. Articolata in due fasi, la ricerca è tuttora attiva e si concluderà con la fine del periodo emergenziale.

Lo studio ha visto “arruolate” due popolazioni, entrambe over 45, situate in due aree geografiche differenti. La prima popolazione di 50 soggetti era situata nel Lazio, città Roma, condotta dal dott. Emiliano Palombi, con un’attività di Kinesi Posturale, con frequenza settimanale di 180 minuti.

La seconda popolazione, di 35 soggetti, era sita a Mira (VE), condotta dalla studentessa in Scienze Motorie Michela Alessandrin, con una attività di Pilates Base Adattato, con frequenza settimanale di 180 minuti.

Ad essere valutati sono stati alcuni aspetti del gradimento e dell’efficacia dell’attività motoria svolta in modalità remota durante il periodo di lockdown dal 27 marzo al 4 maggio.

LE CONCLUSIONI

I soggetti valutati, alla fine del periodo, sono stati invitati a compilare un questionario. Le prime conclusioni parziali del lavoro hanno evidenziato come l’attività motoria, anche da remoto, possa donare benefici per le persone con patologie croniche come il diabete, l’ipertensione, i BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) e le neoplasie.

Il dato rilevante sono le dichiarazioni, pressochè unanimi, del miglioramento delle patologie pregresse nel periodo di quarantena, per questo saranno più precisi i medici competenti che analizzeranno le relative situazioni sanitarie.

Ambedue i gruppi hanno dichiarato di aver gradito il servizio di erogazione delle lezioni da remoto, trovandole di facile e comoda fruizione. La percezione della forma fisica si dimostra pressochè unanime nei due gruppi, sia per la fruizione delle lezione che per una corretta alimentazione. Anche per quanto riguarda la sensazione di benessere i gruppi, dichiarano che l’erogazione del servizio ha notevolmente contribuito all’incremento della benessere.

Le popolazioni prese in esame dimostrano una diversa concezione dell’attività motoria, il gruppo romano preferisce maggiormente lo svolgimento delle lezioni all’aria aperta, mentre, il gruppo di Mira, preferisce un ambiente indoor.

Ambedue le popolazioni sentono la necessità di essere seguiti dal trainer e dichiarano di avere la percezione di allenarsi meno bene in modalità remota, anche se il gruppo di Mira ritiene di essere migliorato con l’allenamento eseguito a casa durante il periodo in oggetto. Nel complesso, in ambedue i gruppi, viene dichiarato ad unanimità che l’attività motoria li aiuta a sentirsi meglio.

Gli item riguardanti le capacità di concentrazione denotano un calo delle capacità di concentrazione nel gruppo veneto, anche se gli item successivi indicano, grazie all’attività motoria, una ripresa delle capacità di concentrazione.

La qualità del sonno risulta compromessa, anche se con l’attività motoria dichiarano che è in via di miglioramento.

L’irritabilità risulta più marcata nel gruppo romano rispetto al veneto, anche in questo caso il due gruppi dichiarano di avere benefici dall’attività motoria svolta.

Le valutazioni di carattere medico e nutrizionale, saranno oggetto di ulteriore studio condotto da specialisti del settore, di cui al momento i dati non sono del tutto disponibili.

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