Fase 2: Estate romana a rischio. Gli imprenditori chiedono regole chiare e buon senso

La fase 2 sembra non poter prescindere da un confronto con gli imprenditori locali
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La fase 2 sembra non poter prescindere da un confronto con gli imprenditori. Dalla Capitale al litorale sono in molti a sottolineare sia la necessità di agevolare il reperimento di protezioni, che l’applicazione di regole valide ma anche di buon senso per evitare di compromettere del tutto l’estate romana.

Fase 2, gli imprenditori chiedono regole chiare e buon senso

Incertezza e difficoltà a reperire le protezioni. Le aziende ce la stanno mettendo tutta ma la fase 2 sembra partire zoppa. Soprattutto per via dell’indecisione dei tempi che scandiranno le regole dei prossimi mesi e per le difficoltà che le aziende stanno incontrando a reperire gli strumenti di protezione indispensabili per lavorare negli spazi chiusi nei prossimi mesi. A raccontare la sua esperienza Giuseppe Viggiano: imprenditore, produttore di film record di incassi come quelli di Aldo, Giovanni e Giacomo e organizzatore di alcuni degli eventi più prestigiosi dell’estate romana come il Summer Music Festival.

“Vista la situazione generale – spiega Giuseppe Viggiano, amministratore GV Srl – noi a Roma possiamo dire di essere privilegiati rispetto ad alcune altre zone d’Italia, per cui comprendiamo anche meno il perdurare di questo stop che ci coinvolge a vari livelli. Aspettiamo le nuove direttive – prosegue – e speriamo che non si slitti ulteriormente oltre il 4 maggio. Noi comunque non siamo una di quelle categorie che deve iniziare il prima possibile per ragioni industriali”.

La difficoltà nel reperire dispositivi di protezione individuale

“Sono un po’ perplesso – aggiunge Viggiano – per la notizia di qualche giorno fa di alcune librerie che hanno dovuto far slittare la loro riapertura per il semplice motivo che non avevano a disposizione guanti monouso. Il fatto di non avere dispositivi di protezione individuale, credo che sia stato il più grave dei problemi in questa emergenza Coronavirus. In funzione di riaprire il mio ufficio tra una quindicina di giorni, sto cercando di acquistare mascherine monouso, ma sto avendo grandissime difficoltà”.

Estate romana, non tutto è ancora perso

Quanto all’estate romana sembra, purtroppo, impossibile ripetere a breve alcuni grandi eventi, ma anche da questo punto di vista ci sono parole chiave che potrebbero essere determinanti per consentire alla Capitale d’Italia di non perdere appeal e lavoro.

“Sicuramente ormai la stagione estiva, per alcuni versi, è saltata,  – continua Viggiano – soprattutto per i grandi concerti ed eventi che hanno bisogno di programmazioni a lungo termine. Spero che invece le manifestazioni tipiche delle nostre estati romane si possano fare. Sicuramente con un controllo maggiore della densità degli spazi, però questo non è molto complicato. Le attuali norme per gli spettacoli all’aperto consentono un ingresso negli spazi che è molto simile a quello di cui stiamo parlando.

Per quanto riguarda la distanza di due sedie, ad esempio, nei cinema ho molti dubbi. Solitamente si va a vedere un film in compagnia della propria famiglia o della compagna, che si presume vivano insieme a noi o quantomeno abbiano contatti con noi anche a casa. Secondo me, le disposizioni devono avere sì una parte scientifica e una di ordine pubblico, ma anche un po’ di buon senso”. – conclude.

Una riflessione che potrebbe tornare utile per un confronto fra imprenditori e magari, perchè no, anche per non gettare alle ortiche tutta l’estate del litorale romano.

Leggi anche “Ostia: i ristoratori si preparano alla fase 2“.

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