Autostrade, in corso il Consiglio dei Ministri decisivo. Conte punta alla revoca

Il premier: “Lo Stato non sarà socio dei Benetton”. Spunta l’ipotesi di un passaggio delle quote di maggioranza allo Stato, attraverso Cassa Depositi e Prestiti
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Il destino di Autostrade per l’Italia alla svolta decisiva: a Palazzo Chigi è in corso il Consiglio dei Ministri sulla questione della revoca della concessione. Il premier Giuseppe Conte porta in CdM la sua linea: o Aspi accetta le condizioni che il governo le ha già sottoposto oppure ci sarà la revoca. “Non si può più tergiversare”, è la convinzione di Conte. Spunta l’ipotesi di un passaggio delle quote di maggioranza del gruppo allo Stato, tramite l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti.

Autostrade, il premier Conte per la linea dura. In corso il Consiglio dei Ministri

Il dossier Autostrade è sul tavolo del Consiglio dei ministri, anche se la riunione dei capi delegazione della maggioranza con il premier è saltata. Il governo, ad esclusione di Italia Viva, vuole la revoca della concessione ai Benetton, proprietari di Atlantia: il gruppo è considerato corresponsabile del crollo del Ponte Morandi a Genova, il 14 agosto del 2018.

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L’unico ostacolo al commissariamento di Aspi, prospettato in giornata da diversi esponenti del governo, potrebbe essere l’opposizione delle due ministre di Italia Viva, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, rispettivamente titolari di Agricoltura e Pari opportunità.

“Su Autostrade non possiamo intervenire in modo approssimativo, servono responsabilità e rispetto. Per tutti”, dichiara su twitter la ministra Bellanova.

Ma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha già preso la sua decisione finale, dopo aver bocciato la proposta avanzata da Aspi nel fine settimana. Il gruppo controllato dalla famiglia Benetton aveva messo sul piatto 3,4 miliardi di risarcimenti per il crollo del Ponte Morandi, per rimanere così proprietaria della concessione.

Lo Stato non sarà socio dei Benetton“, ha detto Conte, chiudendo quindi alla possibilità che il governo possa entrare nel capitale di Aspi lasciando la famiglia veneta con una quota di minoranza della società.

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