Approvato il decreto sulle riaperture: ecco che cosa prevede

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che prevede la riapertura in tutta Italia di attività economiche e produttive. Domani il premier Giuseppe Conte dovrebbe firmare il nuovo Dpcm.

Il decreto legge delinea il quadro normativo nazionale all’interno del quale, da lunedì al  31 luglio, con appositi decreti od ordinanze, statali, regionali o comunali, saranno disciplinati gli spostamenti delle persone fisiche e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali”

Per leggere il testo completo delle Linee di Indirizzo condivise clicca qui Linee di indirizzo per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative

Il nuovo decreto e gli spostamenti

Nello specifico, a partire da lunedì prossimo le persone all’interno del territorio della stessa regione non saranno soggette ad alcuna limitazione, anche se Stato o Regioni potranno adottare o reiterare misure limitative della circolazione all’interno del territorio regionale. Fino al 2 giugno resteranno vietati gli spostamenti in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, così come quelli da e per l’estero, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute. A decorrere dal 3 giugno 2020, gli spostamenti tra regioni diverse potranno essere limitati solo con provvedimenti statali.

Il nuovo decreto e le riaperture delle attività

Il testo del nuovo decreto fissa le regole per riaprire dal 18 maggio bar, ristoranti, negozi, centri commerciali ed elimina le restrizioni alla circolazione delle persone: da lunedì sarà possibile rivedere gli amici e uscire di casa senza più autocertificazione alla mano.

Per quanto riguarda le strutture alberghiere, quelle balneari e i ristoranti ci sarà un cambiamento fondamentale: la riduzione della metratura indicata dall’Inail, originariamente fissata a 4 metri quadrati per i tavoli dei ristoranti e 5 per gli ombrelloni, si riduce nel decreto approvato ad appena un metro. Via libera anche a palestre e parrucchieri.

Nuovo decreto: Ristoranti e bar. I locali potranno riaprire rispettando la distanza di un metro tra i clienti. L’utilizzo della mascherina sarà obbligatorio per il personale e per i clienti, quando non siedono al tavolo a consumare. In più punti del locale dovrà essere garantita la presenza di prodotti igienizzanti. Viene suggerito di privilegiare la prenotazione e il servizio all’esterno, favorire il ricambio d’aria, e di escludere la funzione di ricircolo dell’aria per i condizionatori. Non sarà invece consentita la consumazione a buffet.

Nuovo decreto: Stabilimenti e spiagge. Anche in spiaggia la distanza minima che le persone dovranno rispettare è di almeno un metro. Gli ombrelloni saranno disposti ogni tre metri l’uno dall’altro, in modo da avere intorno a se circa 10 metri quadri di spazio. Gli stabilimenti balneari dovranno farsi carico di disinfettare lettini e sdraio a ogni cambio di persona e a fine giornata. Si potrà fare il bagno, nuotare, fare surf e giocare a racchette. Ma saranno vietate le attività ludico-sportive di gruppo che possono dar luogo ad assembramenti. Per quanto riguarda le spiagge libere, la responsabilità del rispetto delle regole sarà individuale anche se con tutta probabilità sarà presente del personale a sorvegliare la situazione.

Nuovo decreto: Barbieri ed estetisti. Obbligatorio l’uso di mascherine senza valvola e visiere protettive per gli estetisti. Vietati l’uso di sauna, bagno turco e idromassaggio. Non sarà possibile trattenersi nei locali oltre il tempo necessario al servizio.

Nuovo decreto: Palestre e piscine. Nelle palestre si dilata la distanza interpersonale che bisogna rispettare durante l’attività fisica: almeno 2 metri. Il personale dovrà fare attenzione a mantenere gli spazi ben areati e puliti. Per le piscine è previsto il distanziamento di un metro, con particolare attenzione agli spogliatoi: indumenti ed effetti personali vanno tenuti chiusi in borsa. Lettini, sdraio, ombrelloni regolarmente disinfettati a ogni cambio turno e a fine giornata. Le norme si riferiscono alle piscine pubbliche, a quelle aperte al pubblico, a quelle inserite in agriturismi e campeggi e ai parchi acquatici.

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