Assistenti civici, scoppiano le polemiche. Il ministro Boccia: “Non faranno ronde”

Sessantamila volontari per frenare la movida e vigilare sul rispetto delle distanze. Ma il ministero degli Interni frena: “Noi all’oscuro”
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A sorvegliare la movida arrivano gli assistenti civici. Spiagge piene, locali notturni affollati, piazze gremite di ragazzi che festeggiano la fine del lockdown: per evitare la possibile ondata di nuovi contagi il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia ha deciso di reclutare sessantamila volontari.

Sessantamila assistenti civici: vigileranno su spiagge e movida. Ma scattano le polemiche

Sulle nostre spiagge e nei quartieri della movida arriveranno dunque a breve sessantamila assistenti civici, reclutati tramite un bando della Protezione Civile. Il loro compito è chiaro: evitare che – complici il caldo, l’entusiasmo per la ripartenza, o la disattenzione dei cittadini – si creino assembramenti. Che potrebbero far tornare indietro le lancette dell’orologio e portarci di nuovo in quarantena, magari nel pieno dell’estate.

Il piano è stato concertato dal ministro Boccia con Antonio De Caro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci (l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani). Il lavoro dei sessantamila sarà però sotto forma di volontariato: nessun compenso è previsto per i futuri assistenti, chiamati a vigilare su tutto il territorio nazionale per controllare la movida indisciplinata e far rispettare le distanze nelle spiagge e nelle piazze del Paese.

Restano molti i nodi da sciogliere. A partire dalla questione delle multe: i volontari potranno sanzionare i trasgressori? O il loro ruolo sarà puramente di osservazione? Il ministro Boccia sottolinea: “Non ci saranno ronde. Gli assistenti avranno la pettorina e segnaleranno eventuali mancanze con il sorriso”. Al momento le contravvenzioni resteranno dunque prerogativa delle Forze dell’Ordine.

Il ministero dell’Interno: “Decisione assunta senza consultazione”

Negli uffici del Viminale serpeggia l’irritazione per l’iniziativa del ministro Boccia, non  concordata preventivamente con gli Interni.

“Le decisioni assunte senza preventiva consultazione del ministero dell’Interno per l’istituzione della figura degli ‘assistenti civici’,  non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio”, si legge in un comunicato diffuso dal Viminale.

assistenti civici

Critiche all’interno della maggioranza

L’annuncio del bando  suscita però polemiche all’interno della stessa maggioranza di governo. “Se apri i locali nei luoghi dove ci sono i locali, le persone ci vanno”, dichiara bellicoso il deputato Pd Matteo Orfini. “Se non vuoi che ci vadano o vuoi che ci vadano in numero limitato, organizzi prima afflusso, modalità e controlli. Non servono assistenti civici, servono ministri che facciano i ministri e amministratori che facciano gli amministratori”, commenta su Facebook.

Critiche anche dalla sinistra di Liberi e Uguali: “La proposta degli assistenti civici è sbagliata, perché riflette un’idea di lavoro povero, poco o per nulla retribuito e destinato a percettori di un qualche sostegno dello Stato che devono sentirsi perennemente in debito con lo stesso”, dichiara il senatore di Leu Francesco Laforgia. “Il Governo si confronti con il Parlamento prima di assumere decisioni importanti. Perché ci mettiamo tutti la faccia in questa vicenda politica e in maggioranza rispondiamo in solido”, sottolinea Laforgia.

Pioggia di critiche anche dalle opposizioni: per la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, si tratterebbe di “una versione grillo-piddina dei guardiani della rivoluzione”.

 

 

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