Erosione: inutili gli interventi di ripascimento, il fenomeno continua a peggiorare

Centinaia di interventi di ripascimento dagli anni 90 ad oggi, ma il problema dell’erosione sulle coste laziali non fa che peggiorare
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Centinaia di interventi di ripascimento dagli anni 90 ad oggi, ma il problema dell’erosione sulle coste laziali non fa che peggiorare.
E’ di pochi giorni fa la notizia dei lavori di ripascimento avviati sulle spiagge di Fregene Sud per contrastare l’erosione costiera. Già negli anni settanta questo fenomeno era presente sul litorale laziale e coinvolgeva circa venticinque chilometri di costa, pari al dieci per cento del totale. Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero dell’ambiente, relativi agli anni 2007-2012, la situazione è notevolmente peggiorata con 103 chilometri di arenili erosi, corrispondenti ad un aumento del 34%.

Erosione: Ostia, la zona maggiormente colpita

I numerosi e costosi interventi di ripascimento realizzati nel tempo, hanno sicuramente contribuito a non aggravare il quadro complessivo, ma vista la breve durata degli effetti, non hanno mai definitivamente risolto il problema. Tra le zone maggiormente colpite, un posto di rilievo lo occupa sicuramente Ostia. I dieci chilometri di litorale sono stati oggetto di reiterati rifornimenti di sabbie da cave terrestri e marine, installazioni di barriere sommerse ravvicinate o distanziate.

Nonostante ciò, l’erosione è aumentata nel tempo interessando oltre 120mila metri quadrati di spiaggia. Anche nel comune di Fiumicino la situazione è drammatica. Nel tratto che va da Focene a Fregene, dal 2005 al 2011, sono andati persi circa centomila metri cubi di sabbia l’anno. “Barriere e pennelli sono poco utili, così come i ripascimenti – ha dichiarato il presidente di Legambiente Lazio, roberto scacchi – occorre rinaturalizzare gli alvei fluviali, eliminare il cemento sulla costa e difendere i siti marini che custodiscono la Posidonia e gli ambienti dunali”. – ha concluso Scacchi.

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