“Gli sport da combattimento contro il bullismo”: un progetto che parte da Ostia

Ospite d’eccezione alla presentazione del progetto, l’attore Enzo Salvi
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Gli sport da combattimento per sconfiggere il bullismo. Il progetto coinvolge gli ex-campioni mondiali di pugilato e kickboxing Nardiello e Ulissi.

Ad Ostia il progetto che vede protagonisti gli sport da combattimento contro il bullismo

Gli sport da combattimento contro il bullismo, è l’iniziativa che parte dalla Zeus Boxing Club di Ostia. Violenza e bullismo nei fatti di cronaca vedono spesso coinvolti ragazzi che praticano sport di contatto. Con il progetto che ha preso il via nel territorio ostiense si vuole invertire decisamente questa tendenza.

“Dopo i fatti di Colleferro, cerchiamo di far capire che questi sport non sono quello che vogliono far credere. – spiega Cristiano Vassallo della Zeus Boxing Club – Stiamo portando avanti questo progetto contro il bullismo con entusiasmo e vediamo che risultati porterà”.

“Bisogna far capire ai giovani di oggi che fare pugilato, kick, full, qualsiasi sport dove si usano le mani, è una disciplina che non va svolta al di fuori delle mura della palestra”. – aggiunge Vincenzo Nardiello, ex campione mondiale Supermedi.

“Gli sport da contatto sono sport come qualsiasi altro: calcio, tennis ecc. – ribadisce Massimo Ulissi, ex campione mondiale di Kickboxing – Qui si viene per imparare, per insegnare ai ragazzi la disciplina, il rispetto verso i propri maestri e i propri compagni di allenamento. Insegnamo soprattutto che quello che imparano qui dentro rimane qui dentro”.

Ospite d’eccezione della giornata di presentazione del progetto, Enzo Salvi:

“E’ un’iniziativa molto interessante – ha dichiarato l’attore – specialmente perchè svolta nelle realtà sportive del territorio. Nelle palestre si apprende la disciplina che è fondamentale per i giovani, per imparare il rispetto, l’educazione e la sensibilità nei confronti del prossimo. Questa è una grande responsabilità che abbiamo anche noi genitori. Se c’è una buona educazione a casa, sicuramente i figli avranno un grande successo nella vita”.

Un’iniziativa che vuole dimostrare che gli sport da combattimento non sono un esercizio gratuito di violenza, ma una ferrea disciplina.

Servizio di Alberto Tabbì

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