Ostia, restauro della Rotonda oltre ogni previsione

Compie un anno il cantiere di restauro della Rotonda Cristoforo Colombo che doveva durare sei mesi. Il X Municipio concede un finanziamento ulteriore di 96mila euro

Il cantiere per il restauro della Rotonda Colombo fotografato il 20 gennaio 2021

E’ passato esattamente un anno da quando si è iniziato a lavorare al restauro della Rotonda di piazzale Cristoforo Colombo ed alla Fontana dello Zodiaco. E non si sa ancora quando il cantiere chiuderà l’intervento, che ha finora richiesto esattamente il doppio del tempo previsto. E un finanziamento supplementare di quasi 100mila euro.

Era il 20 gennaio 2020 quando il X Municipio consegnava alla THERMO HOUSE s.r.l. di Cervinara (Avellino) – mandataria della OMOU Soc. Coop. di San Leucio del Sannio (Benevento) – la Rotonda Cristoforo Colombo, chiusa dal 23 marzo 2016 perché dichiarata pericolante e rischiosa per i pedoni. Il finanziamento capitolino, promesso fin dal 2017, arrivava finalmente a destinazione per un raggruppamento di imprese che quattro mesi prima dell’apertura del cantiere aveva vinto la gara d’appalto con un ribasso del 28,9% circa.

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Un’immagine d’epoca della Fontana dello Zodiaco

Oggi è un anno che si lavora a quel restauro per il quale, a partire dal 20 gennaio 2020, il capitolato d’appalto prevedeva invece “180 giorni solari consecutivi”, cioè sei mesi di tempo. Certo, la pandemia non ha aiutato e, infatti, durante il lockdown generale, dall’11 marzo al 3 maggio, il cantiere si è fermato.

Ciò nonostante, ancora non è prevedibile una data di ultimazione dei lavori. Nonostante un ulteriore finanziamento si sia reso necessario nel frattempo:  il 31 dicembre scorso altri 96mila euro circa sono stati concessi alla stessa ditta appaltatrice. Un affidamento diretto giustificato, si legge nella determina di assegnazione, perchè il X Municipio “ritiene di non provvedere all’affidamento degli interventi relativi al completamento dell’opera ad un diverso contraente in quanto comporterebbe ritardi, disguidi ed aumento dei costi, inoltre risulterebbe impraticabile per motivi economici e/o tecnici come il rispetto dei requisiti di intercambiabilità o interoperabilità tra apparecchiature, servizi o impianti esistenti e forniti nell’ambito dell’appalto iniziale”.

Particolare non secondario è che nella determina che attribuisce l’ulteriore concessione economica non viene indicata ancora la data di ultimazione dei lavori che, c’è il legittimo sospetto, potrebbe cadere a ridosso del prossimo appuntamento elettorale, quello per il rinnovo del consiglio comunale di Roma e del X Municipio.