Ostia: Guanti, mascherina e consegne a distanza. Il coronavirus non ha fermato il lavoro del Portalettere

Ostia: Il lavoro del Portalettere non si è mai fermato durante l’emergenza, ma è sicuramente cambiato il loro rapporto con i cittadini.
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Ostia: Portalettere ai tempi del coronavirus. Il lavoro del postino non si è mai fermato durante l’emergenza, ma è sicuramente cambiato il loro rapporto con i cittadini.

Guanti, mascherina e consegne a distanza. Il coronavirus non ha fermato il lavoro delle Poste. I Portalettere non hanno mai smesso di lavorare anzi, in questi giorni di quarantena in molti casi rappresentano una finestra sul mondo per chi non ha la possibilità di uscire di casa. Diego, da circa 30 anni Portalettere a Ostia, ci racconta come è cambiato il modo di lavorare durante l’emergenza.

«Noi portalettere abbiamo assicurato il recapito di corrispondenza e pacchi fin dal primo giorno»

«Il nostro è un servizio essenziale per il Paese: abbiamo assicurato il recapito di corrispondenza e pacchi fin dal primo giorno – racconta Diego –  anzi, il volume dei pacchi consegnati è aumentato nelle ultime settimane, a fronte di una contrazione della posta cosiddetta “registrata” (raccomandate, assicurate e atti giudiziari). Il decreto «Cura Italia»  ha concesso delle deroghe per abbattere i rischi. Niente più firma su raccomandate e pacchi, siamo noi a siglare per conto del cliente, dopo l’ok via citofono, e a lasciare il dovuto nella cassetta o nell’androne del palazzo, per un ritiro sicuro per tutti.»

Portalettere ai tempi del Coronavirus: «Abbiamo da subito lavorato in sicurezza»

«L’azienda da subito ci ha messi in condizione di lavorare in sicurezza – continua – ha effettuato interventi di igienizzazione e sanificazione di tutte le sedi di lavoro e dei mezzi aziendali. Inoltre, ci ha dotato di mascherine, guanti monouso e gel detergenti per le mani. Da quando è iniziata l’emergenza, non potendo uscire, la gente ordina online di tutto, mi è capitato di consegnare quaderni, giocattoli, pannolini per bimbi, detersivi, spazzole, asciugacapelli, un casco per i capelli, una stampante. La cosa difficile è stata tenere a distanza le persone che erano abituate al contatto fisico, per la firma sia delle raccomandate che dei pacchi.»

Un rapporto che cambia dunque ma si rafforza. Un grazie diverso dal passato detto forse con la consapevolezza del sacrificio di chi, nonostante tutto ha sempre continuato a lavorare.

«Sembra strano ma in questi giorni il rapporto con le persone si è rafforzato, sono ancora più premurose nei nostri confronti, rispetto a prima, sono coscienti del fatto che stiamo facendo un lavoro importante, che non ci siamo mai fermati, che svolgiamo un ruolo fondamentale per i cittadini. Ci aspettano. Ci ringraziano per la nostra presenza e anche per il nostro sorriso, per la battuta che non manca mai.»

 

 

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