Pax mafiosa a Ostia: arrestati Salvatore Casamonica e un avvocato

Entrambi sono indagati per il reato di concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso.
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La Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Salvatore Casamonica – esponente dell’omonimo clan – e di un avvocato del Foro di Roma, entrambi indagati per il reato di concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso.

La pax mafiosa fra il clan di Ostia

I due insieme a Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, hanno contribuito al perfezionamento di un accordo finalizzato a stabilire la pace fra il clan Spada e un altro gruppo criminale capeggiato da Marco Esposito detto “Barboncino”, operante sempre a Ostia. Nel corso delle indagini i finanzieri hanno intercettato Salvatore Casamonica e Diabolik mentre concordavano la “Pax mafiosa” tra le due organizzazioni. Per siglare e mantenere l’accordo, i garanti avevano però bisogno del supporto di un professionista credibile agli occhi degli altri criminali e con possibilità di accesso alle aule di tribunale e agli istituti carcerari: da qui è emersa la figura dell’avvocato.

La pace da imporre sul litorale si inseriva in un momento storico particolarmente complesso per il clan Spada, dovuto allo stato di detenzione dei propri vertici. Per questo, Barboncino aveva intenzione di “riprendersi” Ostia con atti di forza e di alto impatto sulla cittadinanza.

Processo al clan Spada di Ostia: tre ergastoli

17 condanne e 7 assoluzioni per un totale di 147 anni di carcere. È quanto disposto dalla Corte d’Assise di Roma nei confronti di appartenenti ed affiliati al clan degli Spada. Inflitti anche tre ergastoli: Carmine, Ottavio e Roberto Spada. In totale i giudici, dopo oltre 10 ore di camera di consiglio, hanno disposto condanne per complessivi 147 anni di carcere e assolto 7 imputati. I reati contestati vanno dall’associazione di stampo mafioso, all’omicidio, all’estorsione all’usura. Ad attendere la sentenza, nell’aula bunker di Rebibbia, anche la sindaca Virginia Raggi che ha dichiarato: “Questa sentenza ci dice che esiste mafia a Roma, ringrazio cittadini che credono in Istituzioni che possono vincere”.

L’aggressione alla troupe di Nemo

Quella ai danni del giornalista Daniele Piervincenzi fu un’aggressione “Mafiosa”. Lo ha stabilito la quinta sezione penale della corte di cassazione, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Pasquale Fimiani. E’ stato dunque rigettato il ricorso presentato dai legali di Roberto Spada, condannato in via definitiva a sei anni di reclusione per quell’episodio cosi’ violento. Alla lettura della sentenza era presente anche la sindaca Virginia Raggi. Stralciata, invece, la posizione del braccio destro di Roberto Spada, Ruben Nelson del Puerto, il cui processo di secondo grado è ancora in corso.

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