Ostia: Confiscato dalla Guardia di Finanza il patrimonio milionario del clan degli Spada

La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per oltre 18 milioni di euro.
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su pinterest
Condividi su email
Loading the player...

I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma nell’ambito dell’operazione “APOGEO” hanno confiscato beni per un valore complessivo di oltre 18 milioni di euro appartenenti al clan degli SPADA.

Il provvedimento, emesso dalla Sezione Specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale capitolino, segna l’epilogo dell’attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma e sancisce l’acquisizione da parte dello Stato dell’ingente patrimonio mobiliare e immobiliare riconducibile al sodalizio criminale operante nel litorale romano, già oggetto di sequestro nell’ottobre 2018.

I militari hanno ricostruito le ricchezze accumulate dagli esponenti di spicco del clan – il capo Carmine Spada alias Romoletto, Ottavio Spada, Armando Spada, Roberto Spada  e Claudio Galatioto e hanno individuato le fonti di finanziamento “occulte”.

Gli approfondimenti economico-patrimoniali svolti, che hanno preso le mosse dalle note operazioni di polizia “ECLISSI” e “SUB URBE”, hanno consentito di dimostrare l’incoerenza dei modesti redditi dichiarati dagli interessati con i rilevanti investimenti posti in essere in svariate attività commerciali, finanziati, in realtà, dai profitti delle numerose condotte delittuose commesse nel tempo, quali fatti di estorsione, usura e traffico di sostanze stupefacenti.  Né è servito intestare le imprese a compiacenti “prestanome”, apparentemente estranei al contesto criminale: gli accertamenti hanno infatti riguardato tutte le persone (circa 50 tra familiari e terzi) coinvolte nelle compravendite di quote societarie, effettuate fittiziamente al solo scopo di “schermare” la titolarità effettiva delle aziende. In definitiva, conformemente allo spirito della normativa contenuta nel “Codice Antimafia”, la confisca ha permesso di sottrarre al clan beni in grado di “inquinare” l’economia legale.

Nello specifico, si tratta del patrimonio aziendale – in tutto o in parte – di 19 società, due ditte individuali e sei associazioni sportive/culturali nel comune di Roma per lo più ad Ostia e operanti in svariati settori: la gestione di forni, bar, sale slot, distributori di carburanti, palestre, scuole di danza, nonché il commercio di autovetture e l’edilizia.

Tra le attività rientra anche l’associazione “FEMUS BOXE” che gestiva la palestra di Ostia dove, nel novembre del 2017, Roberto SPADA aggredì – venendo poi condannato per lesioni aggravate dal cosiddetto “metodo mafioso” – una troupe della RAI. Gli ulteriori beni confiscati sono costituiti da 2 immobili, uno a Ostia, l’altro ad Ardea, 13 automezzi e disponibilità finanziarie su rapporti bancari e postali. L’odierna operazione testimonia il costante impegno della Procura della Repubblica, del Tribunale e della Guardia di Finanza di Roma nell’aggressione alle ricchezze illecitamente accumulate dalla criminalità, al fine di restituirle alla collettività.

Potrebbero interessarti