Fase 2: riparte il settore immobiliare. Gli agenti del litorale si riorganizzano

Il trend di vendita di inizio 2020 è un miraggio, ma gli imprenditori sono fiduciosi e segnalano una maggiore richiesta di case con spazi all’aperto
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Che impatto ha avuto l’emergenza coronavirus sul settore immobiliare del litorale romano? In che modo i due mesi di lockdown hanno condizionato il mercato e quali le prospettive future una volta avviata la fase 2? Per dare risposta a queste domande siamo andati a sentire le agenzie del territorio.

Giuseppe Picciano (Resp. Gori Immobiliare Fiumicino): “Calo spaventoso delle compravendite”

“Possiamo dire che l’impatto è devastante per la nostra zona. C’è stato un calo delle compravendite spaventoso. Erano tutte transazioni che hanno subito uno stop prima del lockodown. Il 75% dei dipendenti sono cassaintegrati. Si tornerà a lavorare quando ci sarà un rilancio aeroportuale”.

Alessio Pietrobono (Agente immobiliare Remax Blu): “Fondamentale avere uno spazio esterno”

“Diventa fondamentale avere uno spazio esterno. Abbiamo registrato questa necessità in questo periodo di segregazione a casa. C’è stato un maggiore utilizzo dei mezzi informatici e di piattaforme informatiche dove mostrare gli immobili”.

Con la fase 2 riparte anche l’edilizia privata. Nel protocollo del 26 aprile sono state introdotte nuove linee guida per I datori di lavoro che dovranno garantire il rispetto delle norme per il contrasto e il contenimento della diffusione del covid all’interno dei cantieri.

Saverio Carandente (Architetto): “Ristudiare l’architettura pensando al futuro”

“Il datore di lavoro ha dovuto aggiungere una formazione nei confronti dei propri dipendenti. Un controllo giornaliero della temperatura, la riorganizzazione del cantiere e i fornitori esterni. Oggi un professionista ha una responsabilità molto importante di studiare nuovamente gli spazi. I giovani architetti devono salvare il mondo, quindi ristudiare l’architettura pensando al futuro”.

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