Ostia, il covid-19 blocca l’apertura di Tor San Michele

La sospensione di tutte le attività museali blocca l’apertura di Tor San Michele prevista per questo mese di novembre
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Doveva essere una sorpresa. Gli operai hanno quasi finito la messa in sicurezza di Tor San Michele e entro la fine del mese in corso la Soprintendenza Speciale di Roma avrebbe annunciato l’evento: l’apertura alle visite del monumento michelangiolesco dell’Idroscalo.

Purtroppo, dopo la definizione del soft lockdown di novembre (leggi qui), la sorpresa non potrà avere luogo. E Tor San Michele continuerà a restare chiusa. A svelare il mancato evento, insieme a tutta una serie di iniziative previste a Roma e negli Scavi di Ostia, è stata la Soprintendenza Speciale di Roma. In conseguenza del nuovo Dpcm del 3 novembre, tutte le aperture, ordinarie e straordinarie e le visite guidate nei monumenti e nei siti archeologici vengono sospese da oggi fino a data da definirsi

«In questo momento così difficile la chiusura dei luoghi della cultura è un atto necessario, seppur doloroso – dichiara Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – Nei prossimi giorni ci metteremo al lavoro per rendere i siti della Soprintendenza più accoglienti e interessanti, e poter tornare al più presto a godere ancora meglio di questi inesauribili tesori». Le visite alle Terme di Caracalla e quelle speciali di Caracalla Sunset, le aperture straordinarie dell’Area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme e del cosiddetto Tempio di Minerva Medica e l’inaugurazione della Torre di San Michele a Ostia, erano le attività previste nel mese di novembre”.

In effetti nei mesi scorsi un gruppo di operai ha lavorato all’interno di Tor San Michele. Sono stati sistemati gli impianti elettrici e quello idrico, montato un nuovo “ponte levatoio” per l’accesso dalle scalette alla torre, sistemati i servizi igienici e molto altro ancora. Certo, con 140mila euro di disponibilità assegnati per quei lavori, l’intervento è stato sommario e finalizzato soprattutto alla messa in sicurezza dei percorsi oltre che dell’area esterna, dove sono stati rimossi arbusti e rovi.

Ci sono voluti l’impegno e la perseveranza dell’associazione Ostia Ponente e dei suoi due rappresentanti Giovanni Mustazzolu e Sergio Leoni, riusciti a farla aprire per un giorno intero nella data storica del 28 maggio 2017, affinchè Tor San Michele entrasse nelle attenzioni della Soprintendenza ai Beni culturali e Architettonici di Roma.

Non resta che augurarsi che la festa sia solo rimandata: Ostia ha bisogno che quel gioiello, disegnato da Michelangelo e abbandonato tra discariche incontrollate e canneti soffocanti, sia restituito alla città come preziosa mèta turistica.

redazione@canaledieci.it

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