Ostia, due condanne per la gambizzazione del cognato di Roberto Spada

Undici anni per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso. Sono stati condannati Girolamo Finizio e Adriano D’Arma in relazione alla gambizzazione di Paolo Ascani, cognato di Roberto Spada, avvenuta il 20 aprile in via Forni a Ostia
Condanne per gambizzazione cognato Roberto Spada
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Undici anni per tentato omicidio del cognato di Roberto Spada aggravato dal metodo mafioso. Sono stati condannati Girolamo Finizio, legato al clan camorristico dei Senese, e Adriano D’Arma in relazione alla gambizzazione di Paolo Ascani, cognato di Roberto Spada, avvenuta il 20 aprile in via Antonio Forni a Ostia. Rinviato a giudizio il terzo autore dell’agguato, Roberto Cirillo, che ha scelto di essere processato con il rito ordinario.

Gambizzazione cognato Roberto Spada: i fatti

I tre finirono in manette il 25 maggio quando vennero arrestati dopo le indagini dei carabinieri coordinati dal pm della Dda di Roma Mario Palazzi. Anche lo stesso Ascani è stato condannato a 2 anni per favoreggiamento: l’uomo infatti disse agli inquirenti di non sapere i suoi aggressori ma da quanto emerse dalle indagini stava in realtà pianificando una vendetta.

I carabinieri del Gruppo Ostia effettuarono un blitz all’alba, agli ordini del colonnello Pasqualino Toscani. Da subito gli investigatori avevano ipotizzato che l’agguato potesse essere un messaggio da far recapitare proprio a Roberto Spada, che era recluso nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo vicino Udine oltre a rappresentare un avvertimento preciso per il diretto interessato.

Sul movente hanno indagato i carabinieri del Gruppo Ostia che hanno – fin da subito – avuto ben chiaro lo scenario in cui era maturata l’imboscata. Un contesto che rientra in quello della faida tra clan.

In un mese, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia , grazie ad un’efficace e tempestiva attività d’indagine, hanno notificato un’ordinanza che disponeva per i tre la custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, con l’accusa di tentato omicidio. Il fatto di sangue si era collocato nelle dinamiche di “riposizionamento” dei gruppi malavitosi lidensi sullo “scacchiere criminale” di Ostia.

redazione@canaledieci.it

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