Coronavirus nelle case per anziani: i casi di Acilia e dell’Infernetto

“Senza anziani non c’è futuro”. Lo ha detto Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant’Egidio nell’esprimere preoccupazione per le troppe morti di persone in età avanzata in questi ultimi mesi
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su pinterest
Condividi su email
Loading the player...

“Senza anziani non c’è futuro”. Lo ha detto Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant’Egidio nell’esprimere preoccupazione per le troppe morti di persone in età avanzata in questi ultimi mesi. Si è parlato di un massacro silenzioso, che ha spazzato via un’intera generazione e purtroppo è nelle case di riposo che il virus si è diffuso di più.

Case per anziani: il report dell’OMS

Secondo i dati dell’Osservatorio dell’Istituto Superiore di Sanità (clicca qui per vedere il report), dal primo febbraio a metà aprile, nelle residenze per anziani e case di riposo italiane sono morte oltre 6700 persone.

Case per anziani: focolaio ad Acilia, zero contagi all’Infernetto

Anche il nostro territorio non è stato indenne con il primo vero focolaio del Decimo Municipio proprio in una casa di cura di Acilia. Se in alcune strutture la situazione è stata fuori controllo, in altre il virus è rimasto fuori. Come nel caso di una casa di riposo dell’Infernetto al cui interno non c’è stato nessun positivo né tra gli ospiti né tra gli operatori.

Al momento le visite ai parenti sono sospese e ci si interroga su quali siano le modalità migliori. L’idea che viene lanciata al Municipio è quella di una tavolo virtuale tra istituzioni e strutture del territorio dove incontrarsi per discutere e scegliere una linea guida comune per tutte le strutture.

Ti potrebbe interessare leggere anche: Campidoglio: prorogata la chiusura dei Centri anziani fino al 30 giugno