Arriva la seconda arma contro il covid: l’UE approva il vaccino Moderna

Dopo Pfizer arriva il via libera dell'EMA al secondo vaccino made in Usa. Von der Leyen: “Un’ottima notizia. L’Ue lavora a pieno ritmo per distribuirlo”

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Da oggi i cittadini europei avranno a disposizione una seconda arma contro il covid-19: l’Unione Europea ha dato il via libera al vaccino prodotto da Moderna. L’Agenzia europea del farmaco (EMA) ha approvato oggi, 6 gennaio, la commercializzazione all’interno dell’Ue.

“L’Ema ha giudicato il vaccino di Moderna sicuro ed efficace. Questa è una buona notizia per i nostri sforzi per fornire più vaccini agli europei”, sottolinea la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. Il capo dell’esecutivo Ue ha assicurato che i commissari sono al lavoro per garantire la rapida commercializzazione nell’Unione.

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Il farmaco prodotto dal colosso farmaceutico Moderna tuttavia è raccomandato soltanto a partire dai 18 anni di età, e a differenza di quello in fase di sperimentazione allo Spallanzani di Roma (leggi qui) ha bisogno di due dosi per garantire l’immunizzazione contro il virus.

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L’Agenzia per il farmaco “ha valutato a fondo i dati sulla qualità, la sicurezza e l’efficacia del vaccino e ha raccomandato la concessione dell’autorizzazione all’immissione in commercio da parte della Commissione europea. Il vaccino soddisfa gli standard dell’Unione europea”, fa sapere l’Ema in una nota.

“Questo vaccino ci fornisce un altro strumento per superare l’emergenza attuale” dichiara Emer Cooke, direttrice esecutivo dell’Ema.

“Monitoreremo da vicino i dati sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino per garantire una protezione continua dei cittadini Ue”, conclude il capo dell’Ema.

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La direttrice dell’Ema, Emer Cooke, annuncia il via libera Ue al vaccino Moderna

Il processo di sperimentazione del vaccino Moderna ha coinvolto circa 30.000 persone in totale, di cui una metà ha ricevuto il farmaco, e l’altra metà, senza saperlo, ha ricevuto soltanto il placebo, ovvero iniezioni fittizie.

In questo modo è stata dimostrata un’efficacia del prodotto del 94,1% nella prevenzione dell’infezione, rispetto alle persone che hanno ricevuto iniezioni fittizie.

Lo studio, fa sapere l’Agenzia del Farmaco, ha anche mostrato un’efficacia del 90,9% nei partecipanti a rischio di grave Covid-19, compresi quelli con malattie polmonari croniche, malattie cardiache, obesità, malattie del fegato, diabete o infezione da Hiv.

Gli effetti indesiderati più comuni, “solitamente lievi o moderati e in miglioramento entro pochi giorni dalla vaccinazione, sono gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, brividi, febbre, linfonodi gonfi sotto il braccio, mal di testa, dolori muscolari e articolari, nausea e vomito”, conclude l’Ema.

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