Vaccino covid, AstraZeneca non autorizzato per i soggetti più fragili

AstraZeneca autorizzato fino a 65 anni, ma non per i pazienti più fragili. Dai primi di marzo al via la somministrazione dal medico di base

vaccino covid

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato: il vaccino AstraZeneca sarà somministrato a tutti i cittadini tra i 18 e i 65 anni dal medico di base, senza più il limite preventivo che era stato fissato dall’Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa) a 55 anni.

Il limite a 55 anni, sottolineiamo, era stato originariamente fissato dall’Aifa esclusivamente per l’iniziale insufficienza di dati sull’efficacia del vaccino oltre quella soglia di età.

Niente vaccino AstraZeneca ai soggetti più fragili. A marzo al via le iniezioni negli studi dei medici di base

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La decisione di oggi è stata presa dopo il parere della Commissione di esperti dell’Istituto Superiore di Sanità e della stessa Aifa: l’ampliamento della platea fino ai 65enni deriva, precisa la circolare del ministero della Salute, “da nuove evidenze scientifiche che riportano stime di efficacia del vaccino superiori a quelle precedentemente riportate“.

Le indicazioni della circolare ministeriale fanno seguito alle nuove raccomandazioni internazionali, tra cui il parere dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Dalla somministrazione del farmaco sono stati esclusi i soggetti più fragili, portatori di patologie come diabete grave, cardiopatie gravi o malattie autoimmuni.

“Si rende possibile l’utilizzo del vaccino Astrazeneca per persone nella fascia di età compresa tra i 18 e i 65 anni (classe 1956)”, si legge nella circolare firmata dal ministro Speranza. Ad eccezione, però, “dei soggetti estremamente vulnerabili”.

“Si tratta di una limitazione, bisogna specificare, non dovuta a effetti collaterali del vaccino, ma alla semplice mancanza di dati per certe categorie di persone con malattie gravi”, sottolinea ai nostri microfoni Alberto Chiriatti, rappresentante per il Lazio della Federazione dei Medici di Medicina Generale (FIMMG).

“I tempi della pandemia hanno reso necessario effettuare le sperimentazioni cliniche in tempi molto più rapidi rispetto alle situazioni normali: circostanza dettata dall’emergenza”, spiega Chiriatti.

“Mancano dunque dati sufficienti per stabilire l’efficacia di AstraZeneca per i soggetti più fragili, come i diabetici gravi, i pazienti con malattie autoimmuni, i cardiopatici gravi”, afferma il rappresentante della FIMMG.

Via libera invece alla vaccinazione AstraZeneca per i pazienti ipertesi, tranne che per quelli affetti da forme gravi con complicanze renali o cardiache.

“Ma bisogna assolutamente sfatare i miti in circolazione: non è affatto vero che il vaccino AstraZeneca fa male ai soggetti più fragili. Non è indicato per loro solo perché ad oggi non ci sono abbastanza evidenze riguardo all’efficacia”, dichiara Chiriatti.

“Per queste categorie abbiamo a disposizione i vaccini a RNA messaggero, ovvero Pfizer e Moderna: entrambi sono stati testati ampiamento su questo tipo di persone e sono sicuri ed efficaci. L’unico problema è che mancano le dosi”, ci fa notare Chiriatti.

“Dai primissimi giorni di marzo partirà concretamente la somministrazione dei vaccini ai cittadini fino a 65 anni, presso gli studi dei medici di base“, spiega poi il rappresentante della FIMMG.

“Il problema resta quello delle dosi: paradossalmente non possiamo vaccinare, almeno per ora, la fascia di cittadini tra i 66 e i 79 anni perché non abbiamo abbastanza iniezioni di Pfizer e Moderna. Sarebbe bene accelerare la produzione di questi farmaci in Italia“, conclude Chiriatti.

Queste le patologie indicate indicate come condizione di “estrema vulnerabilità” nell’Allegato 3 della circolare del ministero della Salute del 9 febbraio:

– Pazienti ad alta fragilità per le implicazioni respiratorie ; Fibrosi polmonare idiopatica ; Patologie che necessitino di ossigenoterapia ; grave compromissione polmonare o marcata immunodeficienza e conviventi

– Malattie autoimmuni con immunodepressione secondaria e conviventi; Pazienti onco-ematologici in trattamento con farmaci soppressivi e conviventi; Pazienti in trattamento con farmaci biologici o immunodepressivi e conviventi

– Miastenia gravis; patologie neurologiche disimmuni ; Sclerosi laterale amiotrofica; sclerosi multipla; paralisi cerebrali infantili ; Condizioni neurologiche e disabilità

– Evento ischemico-emorragico cerebrale con compromissione dell’autonomia ; Persone che hanno subito uno “stroke” nel 2020 e per gli anni precedenti ; Scompenso cardiaco in classe avanzata (IV NYHA) ; Pazienti post shock cardiogeno ; Trapianto di organo solido e di cellule staminali

– Diabete/altre endocrinopatie severe quali morbo di Addison ; Cirrosi epatica ; Pazienti sottoposti a dialisi ; Talassemia e anemia a cellule falciformi ; Sindrome di Down ; Grave obesità.

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