Università in presenza o didattica a distanza? Cosa ne pensano gli studenti

Con la seconda ondata di contagi da coronavirus anche nel Lazio si torna a parlare di sola didattica a distanza. Abbiamo sentito cosa ne pensano gli studenti
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Dopo i lunghi mesi di chiusura a causa del lockdown le Università a settembre avevano riaperto le proprie aule agli studenti. Con la seconda ondata di contagi da coronavirus si torna a parlare di sola didattica a distanza. Il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi in un’intervista a ‘La Stampa’ spiega che le possibili restrizioni saranno su base regionale. Ma cosa ne pensano gli studenti?

Università in presenza o didattica a distanza? Il pensiero degli studenti

Con la seconda ondata di contagi da coronavirus anche nel Lazio si torna a parlare di sola didattica a distanza sia nei Licei che nelle Università. Dopo i lunghi mesi di chiusura a causa del lockdown gli Atenei a settembre avevano riaperto le proprie aule agli studenti ma a quanto pare la semi normalità potrebbe durare ben poco. Il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi in un’intervista a ‘La Stampa’ ha dichiarato che l’Università nell’impegno per contrastare il Covid è pronta a tutto.

«Le modalità utilizzate per ulteriori restrizioni sono su base regionale da parte del Comitato universitario regionale – ha spiegato  il ministro Manfredi in un’intervista a ‘La Stampa’- ora è possibile che in alcune aree metropolitane ci sia un passaggio tutto alla didattica online, ma dipende dalle realtà locali, si è scelto di avere molta flessibilità. In questi mesi il funzionamento università è stato regolare. C’è stata una continuità dell’azione dall’inizio della pandemia. I risultati come numero di esami sostenuti e come laureati non mostrano cali rispetto all’anno scorso. In questa fase bisogna riuscire a far emergere la migliore combinazione tra formazione e sicurezza sanitaria. Dal monitoraggio nelle aule delle università risulta che non si sono verificati contagi. C’è un grande lavoro per garantire la sicurezza sanitaria. Inoltre, per supportare il personale negli ospedali, già da marzo si è consentito l’inserimento in corsia di chi frequenta il terzo, quarto e quinto anno». È un’operazione fattibile a patto che la prestazione sanitaria sia limitata e che le loro competenze siano sempre coerenti con le funzioni svolte.»

Università in presenza o didattica a distanza? Cosa ne pensano gli studenti

Abbiamo raccolto la testimonianza di alcuni studenti che frequentano gli Atenei della Capitale. I giovani sono a favore delle lezioni online ma vorrebbero maggiori investimenti in tecnologie informatiche e digitali.

«Si tratta di una scelta quasi obbligata – racconta  Michele Porcaro studente della facoltà di Archeologia dell’Università la Sapienza di Roma –  io per scelta ho preferito frequentare online ma diciamo che si è trattato di una scelta condizionata. Credo sia un male necessario e che tutti noi dobbiamo fare sacrifici, per esempio io dovrei fare gli scavi necessari per conseguire la laurea e non so quando potrò farli, di fronte alla situazione attuale bisogna rimboccarsi le maniche e attendere tempi migliori. Naturalmente capisco chi si sente infastidito da una situazione del genere, sopratutto per chi si deve laureare proprio in questi mesi, manca la convivialità, comprendo chi la pensa in maniera diversa.»

« La tutela della salute è al primo posto – aggiunge Alessandro neo laureato alla facoltà di Lettere dell’Università la Sapienza di Roma   se la didattica on line non inficia sul percorso di studio all’università è la scelta migliore. Per la scuola è diverso, la presenza è importante. Se si tratta di un periodo ristretto va bene, è sostenibile, ma se si estende a un periodo prolungato diventa complesso sopratutto considerando le carenze informatiche.  Molti professori hanno difficoltà proprio nell’utilizzare alcuni strumenti. Io mi sono laureato per via telematica, la connessione saltava, rischia di diventare una esperienza a metà. Bisognerebbe investite sulle tecnologie informatiche e digitali dell’università. È il futuro ma ci vogliono i mezzi giusti.  Le video lezioni sono utilissime ma servono i mezzi e sopratutto gli investimenti. Bisognava farlo già da prima, ora siano in ritardo e ne paghiamo le conseguenze sulla nostra pelle. »

« Io preferisco personalmente la didattica in presenza per un questione di dinamicità della lezione, di intervento in classe e interazione tra le persone – spiega Francesca studentessa della facoltà di Giurisprudenza dell’ Università Roma Tre – la didattica online è un altro sistema di insegnamento, adesso è la cosa migliore ovviamente ma ci sono i pro e i contro. Di note positive sicuramente ce ne sono come la registrazione delle lezioni, ma allo stesso tempo, nella mia esperienza,  tanti sono stati i contro, io preferisco studiare in biblioteca per esempio, preferisco sicuramente la presenza.»

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