Allarme dei sindacati: “Blocco dei licenziamenti o sciopero generale”. Intervista alla segretaria Cgil

Il governo sta decidendo se inserire lo stop ai licenziamenti nel Decreto Agosto. La Cgil: “Si rischia un’ondata di esuberi di massa”. Confindustria sul piede di guerra
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La questione del blocco dei licenziamenti fa salire la tensione nella maggioranza: in corso un vertice a Palazzo Chigi. La segretaria nazionale Cgil, Tania Scacchetti, ai nostri microfoni: “Rischiamo un’ondata di esuberi di massa“. Il Consiglio dei Ministri sta limando in queste ore le misure del Decreto Agosto, che sarà varato entro la fine della settimana: in discussione la norma che prevede lo stop ai licenziamenti fino a fine anno. Confindustria però è sul piede di guerra: per l’associazione degli industriali si tratterebbe di “un attacco alla libertà di impresa”.

Sindacati, blocco dei licenziamenti fino alla fine dell’anno o sarà sciopero generale

“Abbiamo indetto unitariamente una mobilitazione per il 18 settembre: siamo pronti a trasformarla in sciopero generale, se le risposte del governo non dovessero essere quelle che aspettiamo”, sottolinea ai nostri microfoni Tania Scacchetti, segretaria nazionale della Cgil.

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“Confindustria ripropone una ricetta che porterebbe soltanto a un’ondata di esuberi e ristrutturazioni. In questo momento invece il Paese ha bisogno di misure di carattere espansivo, che permettano di sostenere la domanda e garantiscano ai cittadini la possibilità di reddito”, ci spiega la segretaria nazionale della Cgil Scacchetti.

“La difficile ripresa dell’Italia non può passare per i licenziamenti di massa e lo svilimento del lavoro. Perché soltanto il lavoro può garantire la qualità di vita ai cittadini italiani. Con ondate di tagli ed esuberi la condizione del Paese può soltanto peggiorare, e non migliorare”, sottolinea Scacchetti.

Nelle riunioni di governo di queste ore si sta valutando se inserire nel Decreto Agosto la proroga fino a fine anno del blocco dei licenziamenti, ma la stessa maggioranza è divisa tra chi vorrebbe prolungarlo fino a fine anno e chi vorrebbe limitarla a poche settimane.

Si tratterebbe “di una misura che pietrifica l’economia allo stato del lockdown”, dichiarano gli industriali, che chiedono al governo la fine dello stop ai licenziamenti.

“Se il governo dovesse accogliere la richiesta degli industriali si verificherebbero da subito licenziamenti di massa, con effetti depressivi sull’economia già provata del Paese. Occorre invece aspettare le possibilità di ripresa dell’economia del Paese che probabilmente si verificheranno nei prossimi mesi”.

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