Vaccino italiano: al via la sperimentazione sul primo volontario

Coronavirus: allo Spallanzani di Roma somministrata la prima dose del vaccino made in Italy, sviluppato interamente dai ricercatori italiani. La volontaria: “Credo nella scienza italiana. Spero di poter essere utile al nostro popolo”
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Al via la sperimentazione sull’uomo del vaccino tutto italiano. All’ospedale Spallanzani di Roma oggi è stata iniettata la prima dose a una volontaria 50enne, selezionata tra gli oltre 4mila candidati che avevano risposto all’appello delle istituzioni per testare il farmaco. “Sono emozionata e orgogliosa. Spero di poter essere utile al nostro popolo, credo nella scienza italiana”, ha affermato la donna. “Avere un vaccino italiano significa non essere schiavi e servi di altri Paesi”, ha sottolineato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani.

Al via la sperimentazione del vaccino made in Italy. Zingaretti: “Sarà pubblico, un bene comune a disposizione di tutti”

“Questa mattina è stata inoculata la prima dose di vaccino. Questo rende la giornata di oggi molto importante. Perché stiamo parlando del vaccino italiano: è un passo avanti nella battaglia contro il coronavirus”, ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, in conferenza stampa dallo Spallanzani.

vaccino

“La Regione seguirà passo dopo passo il processo di sperimentazione, per arrivare il prima possibile alla distribuzione del farmaco“, ha aggiunto Zingaretti. Che poi ha sottolineato: “Il vaccino italiano sarà pubblico: un bene comune a disposizione di tutti coloro che ne avranno bisogno”.

Quello sperimentato oggi allo Spallanzani è un prodotto interamente italiano, nato grazie all’intesa siglata a marzo tra Zingaretti, il ministro della Salute Roberto Speranza, il ministero dell’Università, il CNR e lo Spallanzani. A realizzarlo sarà la società biotecnologica italiana ReiThera, di Castel Romano.

Vaccino tutto italiano, il direttore dello Spallanzani: “Averlo significa non essere schiavi di altri Paesi”

“L’Italia entra da protagonista nella guerra dei vaccini, non per arrivare prima ma per arrivare meglio e mettere il Paese in un sistema di parità. Perché avere un vaccino italiano significa non essere schiavi e servi di altri Paesi”, afferma Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani.

“Il nostro è un protocollo complesso e scrupoloso, che garantirà la massima sicurezza”, ha spiegato Ippolito. “Ci vorranno almeno 24 settimane per completare la fase I della sperimentazione sull’uomo. Poi passeremo alla fase II, per la quale ci stiamo già preparando. Giocare sui tempi e ridurre la sperimentazione non è utile“, ricorda poi il dirigente dell’Istituto.

A noi interessa che sia efficace. Se tutto avviene nei tempi programmati il nostro auspicio è che sia prodotto in primavera”, sottolinea il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia.

“La prima volontaria a cui stamattina è stata inoculata la dose del farmaco verrà tenuta in osservazione per 4 ore da un’équipe. Poi tornerà a casa e verrà monitorata per 12 settimane. Poi se tutto andrà bene ci saranno la seconda e la terza fase di sperimentazione, che probabilmente faremo in un Paese dell’America Latina dove il virus è in crescita”, spiega Vaia.

“Una notizia importante: oggi è iniziata la sperimentazione sull’uomo del vaccino italiano. Le intelligenze e la ricerca del nostro Paese sono al servizio della sfida mondiale per sconfiggere il Covid“, dichiara il ministro della Salute Speranza, in un post su Facebook.

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