Roma TPL, Legambiente: “Evidente il tracollo del servizio negli ultimi 5 anni”

Scacchi: “Ci sono problemi irrisolti e progetti mai partiti nonostante le ultime amministrazioni comunali li abbiano sempre considerati prioritari”
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2020 a parte, annata nera in ogni settore a causa dell’emergenza sanitaria, gli ultimi 5 anni nella Capitale sono stati disastrosi per quanto riguarda il trasporto pubblico locale. E’ il dato allarmante che emerge dal rapporto TPL di Legambiente Lazio sul quinquennio 2015-2019.

Roma TPL: allarmanti i dati dell’ultimo rapporto di Legambiente. Tracollo del servizio negli ultimi 5 anni

Secondo gli ambientalisti a Roma, in un lustro, sarebbero diminuiti i mezzi, crollata la fiducia dei passeggeri (23% in meno di utenti sul TPL) e aumentato il numero delle automobili in circolazione: circa 17.000 vetture immatricolate in più. Inoltre, dando uno sguardo ai numeri pubblicati nel corso di quest’anno da ACI, ATAC, ISTAT, Agenzia per i Servizi Pubblici di Roma ed elaborati da Legambiente, i mezzi viaggerebbero sempre più lentamente: sarebbe scesa la velocità di metro e tram, mentre addirittura crollata quella di bus e filobus (da 19 km/h nel 2014 a 13,1 nel 2018, a fronte di una media nazionale di 16,4).

“I mezzi pubblici non sono certo mai stati il fiore all’occhiello di Roma, ma secondo questi numeri c’è un evidente tracollo del servizio negli ultimi anni – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio. – Le condizioni del trasporto pubblico sono disarmanti ed è chiarissimo che con questo peggioramento, nella Capitale si è impreparati a garantire distanziamento necessario sui mezzi.

Secondo il presidente di Legambiente, infatti, non sorprenderebbero le immagini degli assembramenti sulle linee del trasporto pubblico romano.

Ci sono problemi irrisolti e progetti mai partiti,  – prosegue Scacchi – nonostante le ultime amministrazioni comunali li abbiano sempre considerati prioritari: basti pensare alla chiusura dell’anello ferroviario della quale si parla da decenni ma non se ne vede neanche l’ombra, così come non c’è un metro di nuova tranvia nonostante decine di progetti e rendering di nuovi tram.

Fino ad arrivare alla storia del trenino Termini-Centocelle che si ferma a metà tragitto, lasciando il binario vuoto nella popolosissima periferia est fino a Giardinetti; lì il trenino non passa anche se sarebbe importantissimo ai fini del distanziamento, nonostante una delibera votata all’unanimità in aula Giulio Cesare da mesi per il ripristino e alla quale il governo della città, colpevolmente, non sta dando alcun seguito”.

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