Terremoto ad Amatrice, il pm chiede in totale 35 anni di carcere per i costruttori

La Procura di Rieti ha chiesto condanne tra i 9 e i 6 anni di carcere per i 5 costruttori imputati nel processo sui crolli ad Amatrice. I reati contestati sono omicidio colposo aggravato, disastro e lesioni colpose
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Al via le fasi finali del processo per le vittime del terremoto di Amatrice, che il 24 agosto del 2016 distrusse i paesi dell’Appennino centrale. In questo filone processuale sotto accusa i costruttori e i dirigenti comunali che avevano in gestione le palazzine Iacp di Amatrice, nel cui crollo persero la vita 18 persone. Il pubblico ministero della Procura di Rieti ha chiesto oggi condanne per un totale di 35 anni di carcere.

Terremoto di Amatrice, chieste condanne tra i 9 e i 6 anni di carcere per costruttori e dirigenti comunali

Il pm di Rieti, Rocco Gustavo Maruotti, ha formulato oggi in udienza le richieste di condanna, a carico dei 5 imputati nel processo per il crollo delle palazzine popolari di piazza Sagnotti, ad Amatrice. Le palazzine, in cui abitavano 15 famiglie, sono crollate su se stesse durante il terremoto di quattro anni fa.

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Il pubblico ministero ha chiesto 9 anni di carcere per Ottaviano Boni, il direttore della ditta appaltatrice Sogeap, 7 anni per Luigi Serafini, amministratore unico sempre della ditta appaltatrice Sogeap, 6 anni per Franco Aleandri, il presidente pro-tempore dell’Istituto Case popolari Iacp, 7 anni per Maurizio Scacchi, geometra della Regione Lazio-Genio civile, e 6 anni Corrado Tilesi, ex assessore del Comune di Amatrice.

Sono tutti e cinque accusati di omicidio colposo aggravato, disastro colposo e lesioni colpose plurime in concorso. La prossima udienza del processo è stata fissata per lunedì 7 settembre.

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