Mondo della scuola: “Nel Lazio non siamo pronti per riaprire”

Nel Mondo della scuola del Lazio c'è grande perplessità sulla ripresa delle lezioni negli istituti del territorio.

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Nel Mondo della scuola del Lazio c’è grande perplessità sulla ripresa delle lezioni negli istituti del territorio. Se il Direttore Sanitario dello Spallanzani di Roma suggerisce di posticipare il rientro in classe alla seconda metà di gennaio per avere il tempo di vaccinare insegnanti e personale non docente (leggi qui), i sindacati tuonano contro le istituzioni competenti: “Non siamo pronti per riaprire“.

Le perplessità del Mondo della scuola sulla ripresa della didattica in presenza

Si è svolta la riunione organizzata dalla Regione per la ripresa delle scuole in presenza, a cui ha partecipato anche l’Associazione nazionale presidi di Roma e Lazio. Tra le novità che verranno introdotte, la possibilità dal prossimo 7 gennaio di ridurre l’unità oraria di lezione a 50 minuti per consentire agli studenti di terminare le lezioni in un tempo consono.

Chi effettua 6 ore giornaliere vedrà ridotte di 10 minuti la prima, la penultima e l’ultima ora di lezione. Mentre chi ne fa 7 al giorno, vedrà ridursi anche la terz’ultima ora, senza dover recuperarla in ragione del pendolarismo. Questa riduzione può essere effettuata grazie alla circolare Valitutti del 1979.

Il direttore generale dell’Ufficio scolastico della Regione Lazio, Rocco Pinneri, ha anche annunciato l’imminente invio alle scuole del nuovo piano orario dei trasporti regionali, che prevede:

  • aumento delle risorse per gli straordinari del personale ATA su impegno del Governo nella Conferenza Stato-Regioni;
  • aumento di collaboratori scolastici con le risorse Covid;
  • invio di indicazioni chiare sulle misure igienico-sanitarie da adottare per la consumazione del pasto in aula.

Intanto i sindacati continuano a mostrare grande perplessità e timore sulla riapertura della scuola il 7 gennaio.

La scuola non è adeguatamente preparata, ed è facile ipotizzare una repentina chiusura, che suonerebbe come una grave sconfitta amministrativa, politica e sociale” – commentano Flc Cgil, Cisl, Uil, Gilda scuola del Lazio.

Per questo motivo  – proseguono i sindacati – abbiamo chiesto perlomeno di posticipare l’inizio delle attività in presenza di qualche giorno, per permettere alle singole scuole di riorganizzarsi nel modo più adeguato, nonché di consentire l’ingresso in fascia unica almeno fin quando sarà mantenuta la percentuale in presenza del 50% degli studenti.

Su nostra proposta – fanno sapere – l’assessore all’Istruzione del Lazio valuterà un possibile slittamento all’11 gennaio dell’attività didattica in presenza“.

I sindacati della scuola del Lazio chiedono infine una politica sanitaria attiva negli istituti tramite contact tracing, accesso prioritario ai tamponi, vaccinazione prioritaria del personale scolastico, dopo quello medico, protocolli sanitari uniformi in tutte le ASL.

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