Pietro Genovese condannato a 8 anni di carcere

Durissima la sentenza per l'investitore di Gaia e Camilla, le ragazze uccise dall'impatto con il Suv in Corso Francia. Le mamme delle due giovani: "Vittoria, ma resta tutto l'enorme dolore"

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La sentenza è arrivata. Dura, come un macigno: otto anni di carcere per Pietro Genovese, il giovane che in quella maledetta sera del 21 dicembre 2019 ha investito e ucciso le due sedicenni Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, in Corso Francia, a Roma.

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Una tragedia che ha spezzato tre famiglie. Quelle dei genitori delle ragazze, morte all’improvviso, senza un perché, quando avevano tutta la vita davanti. E quella di Pietro Genovese, che ora dovrà scontare otto anni di prigione per omicidio stradale colposo.

Il Giudice per l’udienza preliminare, al termine del processo con rito abbreviato, non ha creduto alla tesi dei difensori del giovane – figlio del noto regista Paolo Genovese, autore di pellicole di successo come “Perfetti sconosciuti”.

Gli avvocati del ventenne, Franco Coppi e Gianluca Tognozzi, hanno sempre sostenuto che le due ragazze avevano deciso di attraversare la strada con il semaforo rosso, per correre a prendere l’ultimo autobus della sera. E che Genovese non poteva vederle, perché la visuale era nascosta da un’altra auto.

La sentenza non rispecchia quello che è emerso dagli atti, soprattutto rispetto al rosso pedonale”, dichiarano al termine della lettura della sentenza i due penalisti. “La morte di Gaia e Camilla ha cambiato per sempre la vita di Pietro: non pensa ad altro da quel giorno. Ora, con la pena irrogata, vede tutto ancora drammaticamente più buio”, sottolineano i difensori.

Il giudice Gaspare Sturzo invece, dopo una camera di consiglio di circa due ore, ha accolto l’impianto accusatorio del pubblico ministero, Roberto Felici. Anzi, è andato addirittura oltre la richiesta di condanna formulata dal pm, per il quale dovevano essere 5 gli anni di carcere da infliggere a Genovese per omicidio stradale plurimo.

Il magistrato giudicante infatti non ha riconosciuto il concorso di colpe, come richiesto dai legali dei genitori delle due sedicenni: e così, per il giovane investitore, ha decretato 8 anni di prigione.

Dopo la lettura della sentenza Genovese è scoppiato in lacrime. Quella notte rientrava a casa in auto dopo un brindisi con alcuni amici: in Corso Francia si è trovato improvvisamente davanti le ragazze, e le ha centrate con il suv, uccidendole sul colpo.

Gaia e Camilla, amiche inseparabili, avevano appena finito di celebrare con i loro compagni di scuola la fine delle lezioni e l’inizio delle vacanze di Natale.

Per la Procura Genovese aveva bevuto: le indagini hanno confermato un tasso alcolemico superiore al consentito, frutto forse della serata trascorsa a casa dell’amico. Altro dato certo è che l’auto viaggiava ad una velocità superiore ai 90 km orari.

“E’ una grande vittoria per noi, che si accompagna però a un dolore immenso”. Sono commosse le mamme delle due ragazze. E ribadiscono quanto hanno sempre sottolineato, per cercare di rendere giustizia alle figlie: “Le bambine non torneranno più a casa. Ma abbiamo avuto la soddisfazione dell’assenza del concorso di colpa. Gaia e Camilla hanno attraversato sulle strisce, con il verde pedonale, i nostri avvocati sono stati bravissimi a dimostrare ciò. Non ci aspettavamo una sentenza così”, affermano al termine della lettura del dispositivo.

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