“Mondo di mezzo”: confisca definitiva dei beni riconducibili a Buzzi e Carminati

Il valore complessivo dei beni confiscati si attesta intorno ai 27 milioni di euro
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Un altro tassello importante si aggiunge all’operazione “Mondo di mezzo” della Guarda di Finanza di Roma. Le Fiamme Gialle hanno confiscato definitivamente i beni riconducibili a Carminati, Buzzi, Brugia, Lacopo, Gaglianone, Gaudenzi, Guarnera e De Carlo.

Operazione “Mondo di mezzo”: tutti i beni confiscati a Buzzi e Carminati

Terreni, case, automezzi e opere d’arte sono stati confiscati all’organizzazione criminale di Carminati e Buzzi.

Sono terminate le indagini patrimoniali nei confronti degli accusati e dei prestanome coinvolti nell’operazione “Mondo di mezzo” della Guardia di Finanza di Roma, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri.

Una rilevante sproporzione tra redditi dichiarati e patrimoni accumulati. Questo il campanello d’allarme che è scattato agli specialisti del G.I.C.O. e che ha permesso il sequestro dei beni emesso dal Tribunale capitolino.

I finanzieri hanno ricostruito il curriculum criminale degli indagati, accertando la sussistenza dei requisiti di “pericolosità sociale”. Parallelamente, quindi, all’iter giudiziario per i reati contestati agli indagati, sono stati celebrati i vari gradi di giudizio dell’autonomo procedimento per la misura di prevenzione, che si è concluso con la pronuncia della Corte di Cassazione del 22 ottobre e che ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti dalle parti.

Sono stati così confiscati definitivamente i seguenti beni per un valore complessivo di circa 27 milioni di euro:

  • 4 società operanti nei settori immobiliare e del commercio di prodotti petroliferi;
  • 13 unità immobiliari e un terreno siti a Roma e in provincia;
  • 13 automezzi;
  • 69 opere d’arte di importanti esponenti della scena artistica della seconda metà del XX secolo (Pop Art, Nouveau Réalisme, Futurismo e Surrealismo);
  • numerosi rapporti finanziari;

Sempre nell’ambito dell’operazione Mondo di Mezzo, a Massimo Carminati, sono state confiscate: la villa di Sacrofano e opere d’arte per un valore stimato di oltre 10 milioni di euro. Un’altra villa, nella stessa località, è stata affidata in comodato d’uso gratuito, per vent’anni, all’A.S.L. Roma 4 per la realizzazione di una importante struttura sociosanitaria per aiutare le famiglie di pazienti con autismo.

Ricordiamo che Carminati è stato condannato per associazione per delinquere, traffico di influenze illecite e corruzione in relazione alle vicende di cui all’operazione in argomento e noto per i suoi trascorsi nella formazione di estrema destra Nuclei Armati Rivoluzionari (N.A.R.), nonché per il “rapporto stabile e funzionale” con la “Banda della Magliana” e il furto al caveau della Banca di Roma presso la Città Giudiziaria di Roma, commesso tra il 16 e il 17 luglio 1999, sono state confiscate.

Nei confronti di Salvatore Buzzi, imprenditore a capo dell’ampia rete di cooperative coinvolte nell’inchiesta e anch’egli condannato per associazione per delinquere, traffico di influenze illecite e corruzione, invece, due immobili a Roma nonché le quote e il patrimonio di due società, per un valore stimato di oltre 2,6 milioni di euro.

Indipendentemente dall’esito del giudizio penale, la confisca di beni è stata disposta anche a carico del braccio destro di Carminati, Riccardo Brugia, e dell’altro sodale Fabio Gaudenzi, nonché degli imprenditori Roberto Lacopo – con riferimento, tra l’altro, alla società che gestiva il distributore di carburante sito in Corso Francia a Roma – Agostino Gaglione, Cristiano Guarnera e Giovanni De Carlo.

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