Inquinanti al limite? Il Campidoglio si limita a delle raccomandazioni

Il 15 novembre riprendono le domeniche ecologiche. Intanto, stante l’allarme dell’Arpa Lazio, nessuna restrizione per limitare gli inquinanti
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Gli inquinanti sono al limite e rischiano di superarlo nelle prossime ore? Niente paura, il Campidoglio raccomanda di andare a piedi, in bicicletta o in autobus.

Esilarante determina dirigenziale del dirigente del Dipartimento Tutela Ambientale del Comune di Roma, Guido Calza. Sul sito istituzionale del Campidoglio, infatti, è stata pubblicata una serie di raccomandazioni che costituisce “provvedimento”. Tutto nasce dalle “previsioni modellistiche fornite dall’ARPA Lazio” secondo le quali “la qualità dell’aria evidenzia per la giornata odierna e per i prossimi giorni un aumento delle concentrazioni degli inquinanti atmosferici con il rischio di superamento dei valori limite”. In particolare a preoccupare sono le PM10, come evidenziano i report dell’Arpa.

Le stesse indicazioni erano state già pubblicate il 2 novembre (leggi qui). Le condizioni meteo non aiutano: mancano pioggia e vento che spazzino via gli inquinanti.

In casi come questi negli anni passati si ricorreva a limitazioni d’accesso in città per alcune categorie di veicoli, tra quelle più inquinanti. Di questi tempi, non potendo potenziare la rete dei trasporti pubblici, già sottodimensionata per il dimezzamento della portata imposto dal rischio contagio da covid-19, sarebbe assolutamente impopolare oltre che scomodo lasciare ferme le auto.

Così il “provvedimento” si limita a una serie di raccomandazioni per contrastare l’inquinamento atmosferico ed i suoi effetti. Si suggerisce ai soggetti a rischio (bambini, donne in gravidanza, anziani, cardiopatici e soggetti con patologie respiratorie) “che evitino di esporsi prolungatamente alle alte concentrazioni di inquinanti”. Bene, state a casa.

In relazione anche alle norme anti-contagio, “si invita la cittadinanza ad attuare una serie di azioni volontarie, volte alla riduzione delle emissioni di inquinanti antropici con l’obiettivo di prevenire l’aumento delle concentrazioni inquinanti in atmosfera”. Una supercazzola, insomma.

Tra le azioni “anti-inquinanti” sono suggeriti: “preferire veicoli elettrici, ibridi o a gas”, “limitare l’accensione degli impianti termici” (ma non risulta ancora autorizzato il periodo permesso per il riscaldamento delle abitazioni), “optare per l’uso della bicicletta” (ma non c’è il rischio di inspirarli questi inquinanti?) e “preferire, ove possibile, gli spostamenti a piedi” (come sopra).

Se proprio la macchina la dovere usare, raccomandano dal Campidoglio, adottate “comportamenti di guida volti alla riduzione di emissioni inquinanti (ad es. moderare la velocità, mantenere spento il motore se non necessario, curare la manutenzione periodica del veicolo ecc)”.  Insomma, adottate la guida da pensionato.

Se non credete che davvero sia stata firmata una tale determina dirigenziale (nr. 1700/2020) aprite questa pagina.

LE DOMENICHE ECOLOGICHE

Intanto domenica 15, accesso vietato ai veicoli più inquinanti nel Centro della città. Il provvedimento prevede il divieto totale della circolazione ai veicoli dotati di motore endotermico, nella ZTL “Fascia Verde” del PGTU (il Piano generale del traffico urbano), nelle fasce orarie 7.30-12.30 e 16.30-20.30. Insomma, potranno circolare solo i veicoli elettrici oppure quelli di particolari categorie la cui definizione deve ancora essere definita da una specifica ordinanza.

LA CORTE EUROPEA CONDANNA L’ITALIA

«Una decisione inevitabile, in linea con il trend da noi denunciato da anni». Così Legambiente commenta la pronuncia di oggi della Corte di Giustizia Ue, secondo cui l’Italia ha violato il diritto Ue sulla qualità dell’aria. Proprio lo scorso gennaio, nell’edizione del rapporto Mal’Aria di Città 2020, Legambiente ha tracciato un bilancio decennale del fenomeno, prendendo come riferimento i dati della sua campagna ‘Pm10 ti tengo d’occhio’ relativi a 67 città italiane che almeno una volta sono entrate nella classifica, rilevando inadempienze e sforamenti continui. In particolare, ricorda l’associazione, il 28% delle città italiane prese in esame nell’ultimo decennio ha superato i limiti giornalieri di Pm10 tutti gli anni (10 volte su 10), il 9% lo ha fatto 9 volte su 10, mentre il 12% è andato oltre 8 volte su 10. Tra le città ‘fuorilegge’ per numero totale di giorni d’inquinamento registrati Torino, Frosinone, Alessandria, Milano, Vicenza e Asti.

redazione@canaledieci.it

Roma, inquinamento atmosferico, per ora solo consigli dal Campidoglio

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