Ostia, la Giunta municipale dimezza i canoni demaniali marittimi

Revisione della valenza turistica: sconto motivato dal crollo del turismo per la pandemia. La riduzione dei canoni demaniali sollecitata dalla Regione Lazio
Fregene
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su pinterest
Condividi su email

Per l’anno in corso e fino alla cessata emergenza pandemia i concessionari degli stabilimenti balneari dovranno pagare la metà circa dei canoni demaniali. E’ questo l’effetto della revisione della valenza turistica votata dalla Giunta del X Municipio su sollecito della Regione Lazio.

E’ la delibera 29 votata il 6 ottobre in Giunta Municipale a decidere il declassamento della valenza turistica degli impianti balneari di Ostia, parametro attraverso il quale si stabilisce il canone che ogni concessionario deve corrispondere al Campidoglio. Alla seduta hanno partecipato tutti gli assessori con la presidente Giuliana Di Pillo e la delibera è stata approvata all’unanimità dei sette presenti.

COS’E’ LA VALENZA TURISTICA

La Valenza turistica è il parametro attraverso il quale si stabiliscono i valori delle aree demaniali marittime in concessione. E’ la legge regionale 13/2007, art. 46 che stabilisce i criteri attraverso i quali va attribuita la classificazione tra Valenza turistica A (di maggior pregio e quindi di maggio costo) e Valenza turistica B (di minor pregio). Quella norma regionale si rifà alla Finanziaria legge 296/2006.

La classificazione – chiarisce la legge – è effettuata, anche per aree omogenee, sulla base dei seguenti criteri: a) caratteristiche fisiche, ambientali e paesaggistiche; b) grado di sviluppo turistico esistente; c) stato delle acque con riferimento alla balneabilità; d) ubicazione ed accessibilità agli esercizi”.

Durante il periodo di Commissariamento prefettizio, a novembre 2015, venne stabilito che per gli stabilimenti balneari venisse applicata la massima valenza turistica e quindi il più alto valore di canone concessorio.

Ad aprile di quest’anno la Regione Lazio ha incontrato gli operatori turistici di tutta la costa e ha raccolto il loro grido d’allarme: il turismo, a causa della pandemia da covid-19, è crollato. Le casse degli impianti balneari sono vuote, si rischiano i licenziamenti.

Per questo motivo il 10 luglio scorso la Regione Lazio ha invitato tutti i comuni costieri a rivedere le rispettive classificazioni di Valenza turistica. E così ha fatto anche il X Municipio per conto del Campidoglio.

Dall’analisi municipale, emerge che gli arrivi turistici quest’anno si sono ridotti dal livello “maggiore di 150.000” a livello “da 0 a 50.000” e che la voce presenze turistiche è passata da “maggiore di 250.000” a “da 0 a 85.000”. Pertanto la somma dei punteggi attribuiti a ciascun voce ha fatto scalare la Valenza turistica alla classe più economica dei canoni.

QUANTO PAGANO I CONCESSIONARI

La norma finanziaria prevede canoni differenziati a seconda che si tratti di aree scoperte, aree occupate con impianti di facile rimozione e aree occupate con impianti di difficile rimozione.

Per le aree scoperte i canoni sono di 1,86 Euro a metro quadrato (mq) per la Valenza turistica di categoria “A” e di 0,93 Euro a mq per la categoria “B”.

Per le aree occupate con impianti di facile rimozione i canoni sono di 3,10 Euro a mq per la categoria “A” e di 1,55 Euro per la categoria “B”.

Per le aree occupate con impianti di difficile rimozione i canoni sono di 4,13 Euro a mq per la categoria “A” e di 2,65 Euro per la categoria “B”

Potrebbero interessarti