Giornata contro gli sprechi alimentari: le ACLI di Roma rilanciano l’impegno nel recupero del cibo

La presidente delle ACLI di Roma, Lidia Borzì, insieme alla promotrice della legge antispreco 166/2016, Maria Chiara Gadda, ha fatto visita al centro di recupero alimentare del Villaggio San Giorgio
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In occasione della giornata contro gli sprechi alimentari, le ACLI di Roma rilanciano il proprio impegno per il recupero e la distribuzione del cibo.

Giornata contro lo spreco alimentare: le ACLI di Roma rinnovano la buona pratica del recupero e ridistribuzione di cibo

Ha coinvolto anche Villaggio San Giorgio l’iniziativa organizzata dalle ACLI della capitale in occasione della prima giornata internazionale contro gli sprechi alimentari. La presidente delle ACLI di Roma, Lidia Borzì, insieme alla promotrice della legge antispreco 166/2016, Maria Chiara Gadda, ha fatto visita al centro di recupero alimentare di Santa Gianna Beretta Molla, rinnovando l’impegno quotidiano dell’associazione nella lotta allo spreco di cibo.

Le associazioni cristiane dei lavoratori hanno infatti rilanciato con decisione la buona pratica di recuperare e ridistribuire il cibo. Un modus operandi che da gennaio 2019 a oggi ha permesso di salvare e reinserire nel circuito della solidarietà oltre 82 tonnellate di pane e prodotti da forno, 68 tonnellate di frutta e verdura e 14 tonnellate di prodotti a lunga scadenza.

Il punto di forza del progetto è la rete con esercenti e istituzioni che, durante il lockdown, è stata ulteriormente ampliata grazie al contributo delle grandi aziende italiane.

In particolare, tra marzo e maggio 2020 sono stati donati oltre 7.000 pacchi alimentari e kit igienici alle famiglie in estrema difficoltà, raggiungendo più di tremila persone, di cui mille minori. Il tutto grazie all’aiuto di 57 volontari che hanno percorso circa diecimila chilometri in lungo e in largo.

“Cogliamo l’occasione di questa giornata – ha affermato la presidente delle ACLI di Roma, Lidia Borzì – per rinnovare il nostro impegno a favore di un modello di azione che possa essere al fianco delle persone non solo nel momento contingente, ma che le aiuti ad uscire dalla condizione di disagio.

La risposta ai bisogni primari è un gancio per inserirle in una rete di protezione sociale capace di garantire esigibilità dei diritti, formazione e occasioni di aggregazione per combattere la solitudine e l’isolamento” –  ha concluso Borzì.

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