Carabiniere ucciso, Elder: “Chiedo scusa a Cerciello e alla famiglia”

Il giovane americano accusato di avere accoltellato Cerciello Rega per la prima volta rompe il silenzio. Oggi in aula: “Non potrò mai perdonarmi. In carcere ho avuto modo di riflettere”
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“Voglio chiedere scusa a tutti, alla famiglia Cerciello e ai suoi amici. Al mondo intero. Se potessi tornare indietro per cambiare le cose lo farei ora, ma non posso”. È una sorta di confessione, quella fatta oggi in aula da Finnegan Lee Elder, accusato insieme all’amico Christian Natale Hjorth dell’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri, Mario Cerciello Rega. Il californiano per la prima volta dall’arresto rompe il silenzio: ha chiesto ai giudici della Corte di Assise di parlare, e ha letto alcune dichiarazioni spontanee.

Omicidio Cerciello, uno dei due americani imputati per la prima volta dall’arresto parla e chiede scusa

È passato un anno, da quella notte del 26 luglio 2019. Cerciello Rega viene ucciso, trafitto da 11 coltellate sferrate con violenza inaudita, durante un controllo anti-droga. Due giovani statunitensi – Elder e il suo amico Christian Natale Hjorth – vengono arrestati poco dopo, riconosciuti dal collega della vittima, Andrea Varriale.

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Agli inquirenti i due dicono di aver pensato di trovarsi di fronte a due spacciatori. Da quel momento entrambi, rinchiusi nel carcere di Regina Coeli, si chiudono in un silenzio impenetrabile. Oggi, per la prima volta, nell’aula Occorsio della prima Corte di Assise di Roma, Elder ammette una responsabilità piena. Sostiene di non aver parlato prima per “mancanza di coraggio”, ma di avere avuto in carcere “la possibilità e il tempo di riflettere”.

“Voglio dire che quella notte è stata la peggiore della mia vita, non perché sono in prigione, lontano da tutti. I motivi sono altri: ho tolto la vita di una persona, ho tolto un marito a sua moglie, ho rotto un legame tra fratelli. E ho tolto un figlio a sua madre. Non potrò mai perdonarmi tutto questo”, dichiara Elder davanti ai giudici.

“Non mi aspetto che la famiglia del carabiniere possa perdonarmi oggi. Sarà difficile, ma spero che un giorno potrà farlo. Molti errori sono stati commessi quella sera. Il mio è stato il più grande”.

Ho dolore per le sofferenze che ho arrecato. Sono dispiaciuto e molto triste per ciò che è successo a Cerciello. Vorrei tornare indietro per cambiare le cose, ma non posso. Tutto ciò che posso dire è che provo del rimorso. Prometto di non commettere più questi errori”, conclude il californiano.

 

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