Docenti del Seneca e del Tasso: “Riaprire le scuole in autonomia e sicurezza”

Firmata da oltre 130 docenti dei licei romani Lucio Anneo Seneca e Torquato Tasso, cresce l'adesione alla lettera aperta contro le disposizioni governative: “Turni inapplicabili e controproducenti”

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Oltre 130 docenti dei licei Seneca e Tasso di Roma hanno sottoscritto una petizione inviata alle autorità contestando le norme di attuazione per la riapertura delle scuole medie superiori dall’11 gennaio. A questa petizione si stanno sommando giorno dopo giorno nuove adesioni anche dagli insegnanti di altri istituti romani che considerano inapplicabili e controproducenti i turni scaglionati stabiliti per l’accesso alle lezioni.

E’ un fiume in piena quello che ha nel liceo “Lucio Anneo Seneca” (via Francesco Albergotti, zona Pineta Sacchetti), nel “Torquato Tasso” (via Sicilia, zona Salario) e in altre superiori (leggi qui) la sorgente di un malcontento che prima covava sotto traccia. Alla vigilia della parziale riapertura delle lezioni in presenza in quel ciclo di studi (prevista per l’11 gennaio) è stata lanciata la sottoscrizione di una lettera aperta rivolta alle autorità riguardo alle modalità previste per il ritorno tra i banchi degli studenti.

Eccola integralmente.

I sottoscritti docenti del Liceo “Lucio Anneo Seneca” di Roma con il presente documento si uniscono alle iniziative dei colleghi del Liceo Tasso e di tutti gli altri I.I.S. di Roma. Premettiamo che siamo sempre stati e siamo tuttora accanto ai nostri studenti con senso di responsabilità, affrontando la situazione contingente con rinnovato e anche maggiore impegno rispetto ai nostri doveri previsti da contratto. Vogliamo tornare in presenza, ma vogliamo tornare per rimanerci sino alla fine dell’anno scolastico, nel rispetto di tutte le norme anti-covid necessarie a preservare la salute della nostra comunità scolastica e mettendo in condizione gli studenti di dedicarsi allo studio al rientro dalle lezioni.

Nessuno di questi presupposti è garantito dall’accordo raggiunto dalle Prefetture e Regioni sulla riapertura degli Istituti dall’11 gennaio 2021 (leggi qui), esautorando da tutti i tavoli di lavoro chi lavora nelle scuole e dovrebbe essere, di conseguenza, competente in materia. Si impone alle scuole del secondo ciclo di fare lezione in presenza almeno con il 75% degli studenti (a partire dal 18 gennaio), con entrate scaglionate alle 8:00 e alle 10:00 (leggi qui), non tenendo conto delle specifiche esigenze di ogni Istituto e privandolo dell’Autonomia Scolastica, fondamentale per “Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva e opportunità di apprendimento per tutti”. Tale soluzione è stata presentata come necessaria da parte dell’Amministrazione a causa dell’impossibilità da parte delle aziende di trasporto pubblico locale di potenziare a sufficienza la rete dei trasporti per garantire le condizioni di sicurezza previste.

Noi docenti chiediamo di riaprire la Scuola senza escogitare turni inapplicabili e controproducenti come quelli decretati dalle prefetture laziali e acriticamente imposti alle scuole dall’USR Lazio.

Ribadiamo con fermezza la necessità dell’applicazione dell’Autonomia Scolastica in modo tale da permettere ad ogni singolo Istituto di poter affrontare, nel modo migliore, le diverse criticità. Nel caso specifico della nostra scuola, l’imposizione della percentuale in presenza del 75% degli studenti è in netto contrasto con quanto stabilito, a inizio anno scolastico, dalla perizia del responsabile della sicurezza aveva individuato nel 50% il limite massimo di studenti in presenza per limitare il rischio di diffusione del virus. Tale misura nel periodo tra settembre/novembre 2020 aveva consentito un effettivo contenimento dei contagi.

Considerato che da settembre ad oggi non ci sono state concesse nuove aule né sono stati ampliati gli spazi comuni, ci si chiede come si possano stipare il 25% in più degli studenti consentiti senza mettere a repentaglio la loro e la nostra salute. Formulare un orario delle lezioni per il 75% dei ragazzi a rotazione, su 6 giorni, garantendo però a ciascuna classe massimo 5 giorni di frequenza a settimana, con classi che entrano ed escono con un orario sfalsato diventa estremamente complesso nel nostro Istituto che consta di tre indirizzi (Classico, Linguistico e Scientifico), ubicati in tre sedi differenti (via Albergotti, via Maroi e via Stampini) con docenti che prestano servizio in tutte e tre le sedi e, in alcuni casi, anche in altre scuole.

Sottolineiamo, altresì, che l’estensione dell’orario scolastico alle ore pomeridiane –impedirebbe agli STUDENTI di potere STUDIARE e consolidare gli apprendimenti, – andrebbe a sovrapporsi agli orari di uscita pomeridiana degli uffici, – renderebbe impossibile l’igienizzazione e sanificazione dei locali scolastici per la giornata successiva (dati gli organici attuali del personale ausiliario), – creerebbe assembramenti di docenti a scuola– priva di spazi adeguati – nelle numerose ore di buco – ignorerebbe il problema della refezione degli studenti adolescenti (gli istituti superiori non sono dotati di mensa), imponendo un tipo di alimentazione contraria alle norme più elementari di educazione alimentare con pranzi consumati in spazi non idonei e sicuri – comporterebbe disagio per il rientro a casa degli studenti residenti nelle zone periferiche e la rinuncia allo svolgimento di attività extrascolastiche, importanti per il benessere psicofisico degli adolescenti -non sarebbe possibile effettuare alcuna attività di recupero (pur previste dall’ordinamento scolastico) e a maggior ragione di potenziamento e di ampliamento dell’offerta formativa – renderebbe difficile da svolgere e da certificare i PCTO in vista, anche, dell’Esame di Stato.

In conclusione chiediamo: 1. un rientro graduale, connesso all’andamento dei contagi, e che non superi il 50% della popolazione scolastica, 2. che si preveda la calendarizzazione di una campagna vaccinale tempestiva (leggi qui) per l’intero personale scolastico (dopo quello medico), a partire dai lavoratori in condizione di fragilità e dai meno giovani, su base volontaria, in considerazione del rischio elevato cui si è sottoposti, pur con l’adozione di tutte le misure precauzionali previste, 3. che nell’ambito dell’attività di tracciamento sia prevista una corsia preferenziale dedicata alla popolazione scolastica per la rapida effettuazione di tamponi diagnostici.

MANIFESTAZIONE A PIAZZA MONTECITORIO

Stamattina, giovedì 7 gennaio, alle ore 10,00, si terrà in piazza Montecitorio una manifestazione dei maggiori sindacati della scuola indetta dal Coordinamento dei presidenti dei consigli di istituto del Lazio per rivendicare condizioni di maggior sicurezza nelle scuole, in relazione alla pandemia in corso, nonchè una nuova attenzione e importanti investimenti nel nostro sistema di istruzione.

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