Disastro ambientale: muoiono i pini di Roma, dal litorale romano fino a Villa Borghese

Interrogazione della senatrice Loredana De Petris sul disastro provocato dalla cocciniglia tartaruga. Nessun intervento nonostante l’allarme lanciato due anni fa
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A lanciare l’allarme su quello che sarebbe stato un disastro ambientale fu a ottobre 2018 uno dei massimi esperti italiani di arboricoltura, Leonardo Perronace. A distanza di due anni quella profezia si è avverata e siamo di fronte a un pericolo oltre che un vero dramma naturalistico: i pini di Roma stanno morendo sotto l’attacco incontrastato della Tourneyella parvicornis, parassita meglio conosciuto come cocciniglia tartaruga del pino.

Come si manifesta la presenza di questo parassita mortale per i pini lo spiega lo stesso Perronace, esperto della materia (lostudiobotanico.it) già presidente dei Periti agrari di Roma e provincia. “Gli aghi dei pini – sottolinea inascoltato da due anni – vengono avvolti da una sorta di fuliggine scura. Contemporaneamente si forma come una pioggerellina finissima di una sostanza appiccicaticcia: si tratta di una specie di melata prodotta dalle cocciniglie, un liquido zuccherino che può conferire al pino un aspetto lucido, in particolare sulla corteccia. Sulla pavimentazione ai piedi della pianta si formano ombre scure e appiccicose. A causa dell’attacco della cocciniglia, che si riproduce in maniera esponenziale, si manifestano ingiallimenti e perdite degli aghi, a cui segue un declino generale della salute dell’albero, fino alla morte della pianta”.

Oltre al pericolo diretto su passanti e automobilisti rappresentato dal rischio di caduta di rami e persino dell’intero albero, c’è un danno ambientale di inestimabile valore. E finora non si è fatto granchè, né sotto il profilo della ricerca scientifica né sotto quello amministrativo per cercare di porre un freno all’epidemia.

In una sua interrogazione la senatrice Loredana De Petris (Gruppo Misto), di provata esperienza ambientalista, denuncia che “la cocciniglia tartaruga del pino, segnalata in Italia per la prima volta nel 2015, sta contribuendo al declino e alla mortalità del pino domestico (Pinus pinea) nei dintorni di Napoli, in particolare nelle aree urbane. E ora attacca anche i pini del litorale romano partendo da quelli lungo la via Cristoforo Colombo e zone limitrofe e ora le aree Roma nord, intorno al parco di Veio, in particolare a Saxa Rubra, e ora l’infestazione si è manifestata anche a villa Borghese”. Passeggiando nella pineta di Castelfusano è facile verificare che le chiome di tantissimi pini sono ormai annerite dalla presenza della cocciniglia trtaruga.

Per questa ragione De Petris ha inoltrato l’interrogazione ai Ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Ricordato che la cocciniglia tartaruga nei Caraibi ha causato “la morte del 95 per cento delle piante e modificato radicalmente l’ecologia delle isole” pone delle precise domande ai titolari dei dicasteri in questione.

Nel dettaglio “si chiede di sapere: 1) se i Ministri in indirizzo non ritengano di intervenire con urgenza, con atti di competenza, per scongiurare tale disastro ambientale con opportune risorse finanziarie da investire per la ricerca e la al fine di tutelare il patrimonio arboreo e paesaggistico del nostro intero Paese; 2) se non intendano altresì mettere a punto un protocollo unitario per gli interventi fitoterapici a cui possano adeguarsi tutti i Comuni interessati e garantire, con le necessarie iniziative, anche economiche, uno sviluppo durevole e sostenibile delle aree verdi urbane, così come richiamato dalla Carta di Aalborg, approvata dai partecipanti alla conferenza europea sulle città sostenibili tenutasi nell’omonima città danese il 27 maggio 1994”.

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