Covid-19, a Roma ambulanze bloccate e pronto soccorso al collasso

Mancano posti e le ambulanze al pronto soccorso sono impiegate come locali di isolamento. Pericolo contagio per i pazienti no-covid
infermieri
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Allarme da parte del personale dei pronto soccorso di Roma: il sovraffollamento di pazienti sospetti covid o già diagnosticati come infetti, rischia di contagiare chi ha bisogno di cure urgenti. E, in mancanza di spazi di isolamento, i medici visitano i pazienti direttamente sulle ambulanze che formano lunghe code davanti agli ospedali.

Sistema delle emergenze sanitarie in affanno su Roma e sul resto della regione. Il moltiplicarsi dei malati sospetti di covid si sta sovrapponendo all’ordinario lavoro dei pronto soccorso che sono vicini al collasso per carenza di personale ma, soprattutto, per indisponibilità di posti-letto.

Succede un po’ in tutti gli ospedali della capitale ma quello del “Grassidi Ostia sembra essere il caso emblematico. Da martedì a stamattina sono state affidate al pronto soccorso oltre trenta persone diagnosticate come positive al covid-19 andando a saturare l’offerta del reparto dedicato. Ciò significa che il personale, eroico nella carenza accentuata dalla situazione di lungo superlavoro, per evitare rischi di contagio verso gli operatori stessi e verso i pazienti no-covid, ha dovuto bloccare le ambulanze impiegandole come locali di isolamento.

La situazione è al limite, come segnala anche Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi alla Regione Lazio. “Manca il personale, mancano i mezzi, nulla è stato fatto nei mesi in cui il virus girava molto meno, per potenziare il 118 e per approntare una procedura di ricovero per pazienti Covid più rapida e sicura. Una carenza di preparazione che rischia di essere pagata in vite umane. Gli ospedali sovraccarichi di lavoro non riescono a ricoverare subito i malati, le ambulanze restano bloccate nei pronto soccorso con forti disagi per i pazienti e per i soccorritori che non hanno nemmeno un attimo di pausa”.

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