Coronavirus, la Regione Lazio: per chi arriva da Romania e Bulgaria obbligo di quarantena

L’Unità di Crisi: “Le persone che fanno ingresso nel Lazio da Bulgaria e Romania sono sottoposte a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario”
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Allarme coronavirus dall’Est Europa: in Romania e in Bulgaria i contagi salgono esponenzialmente, e la Regione Lazio ha disposto un provvedimento ad hoc per tutelare i cittadini da possibili nuovi focolai. Sono moltissimi i lavoratori rumeni e bulgari che risiedono nel Lazio, dove svolgono mansioni di cura della persona o sono impiegati nel settore edile. Il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha firmato pochi minuti fa una nuova ordinanza che stabilisce l’obbligo di isolamento a casa e sorveglianza sanitaria per tutti i cittadini provenienti da questi due Paesi. Da domani al via test sierologici per tutti i passeggeri in arrivo da Ucraina, Bulgaria e Romania.

Coronavirus, Zingaretti stabilisce la sorveglianza sanitaria per rumeni e bulgari

Il presidente della Regione Lazio Zingaretti ha firmato una nuova ordinanza che stabilisce misure di sorveglianza sanitaria per chiunque arrivi da Romania e Bulgaria, anche se asintomatico.

L’obiettivo dei vertici regionali del Lazio è quello di evitare a tutti i costi una nuova ondata di contagi. O, peggio, l’insorgere di focolai dovuti a rientri di lavoratori da Paesi ad alta circolazione del virus, come stava per accadere con gli arrivi dal Bangladesh se non fosse stato subito disposto il blocco degli ingressi.

La misura stabilita prevede che chi proviene da Romania e Bulgaria, dove la circolazione del coronavirus è fuori controllo, sia sottoposto alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni, presso l’abitazione o la dimora preventivamente indicata all’atto dell’imbarco.

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L’ordinanza, spiega una nota dell’Unità di Crisi, “dispone che i vettori del trasporto di linea aereo, ferroviario o terrestre acquisiscano dai viaggiatori una dichiarazione che attesti l’indirizzo dell’abitazione presso la quale verrà trascorso il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, nonché il riferimento telefonico, per ogni eventuale contatto da parte dell’autorità sanitaria”.

Test al terminal di Tiburtina per chi proviene da Ucraina, Romania e Bulgaria

I mezzi di trasporto con passeggeri provenienti dai territori di Bulgaria, Romania, Ucraina, continua la nota dell’Unità di Crisi del Lazio, devono “trasmettere la dichiarazione acquisita prima dell’imbarco all’Azienda Sanitaria Locale Roma 1, per consentire la programmazione dell’esecuzione dei test per coronavirus e per assicurare la presa in carico della sorveglianza“.

“Viene predisposta la misurazione della temperatura corporea prima dell’imbarco, vietandolo in caso di stato febbrile superiore a 37,5° e la misurazione della temperatura anche al momento dello sbarco“, sottolinea la nota.

“Presso le stazioni di arrivo dei viaggi di linea terrestri sarà effettuato il test sierologico alle persone provenienti da Bulgaria, Romania, Ucraina. In caso di positività al coronavirus verrà eseguito il test molecolare con tampone nasofaringeo”, specifica l’Unità di Crisi.

“In caso di rilevazione della temperatura superiore a 37,5° i viaggiatori sono sottoposti al test molecolare e l’attività di esecuzione dei test sarà condotta dalle Aziende avvalendosi della collaborazione delle USCAR”, conclude la nota.

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