Prima notte di coprifuoco: strade deserte e piazze vuote

Bilancio della prima notte di lockdown parziale: deserto e spettrale il centro storico, vuote le piazze della movida. Ottocento le persone controllate dalla Polizia, 17 persone sanzionate
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Bilancio della prima notte di coprifuoco: i cittadini romani hanno rispettato il mini-lockdown notturno, stabilito per prevenire ulteriori contagi e assembramenti notturni con l’ordinanza della Regione Lazio di mercoledì scorso. Deserte e spettrali le strade e piazze del centro storico, transennati i luoghi della movida.

Roma alla prova del coprifuoco: i cittadini hanno seguito le regole. Ma i commercianti protestano

Vietata la circolazione in tutto il territorio regionale a partire dalle 24, fino alle 5 del mattino: questa la prescrizione dell’ordinanza varata dal governatore Nicola Zingaretti e dal ministro della Salute Roberto Speranza.

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Coprifuoco a Roma, il bilancio: piazze deserte e silenzio irreale

Al provvedimento si sono aggiunte le disposizioni della sindaca Virginia Raggi: divieto di vendita di birra, vino e alcolici dopo le 2 e chiusura delle piazze della movida.

Guarda il video:

Polizia, carabinieri, vigili e Protezione civile sono scesi in campo per far rispettare le nuove disposizioni anti-contagio, ma non hanno riscontrato criticità: il bilancio è di 17 persone sanzionate su 800 cittadini controllati.

Divieto di accesso totale per Piazza Trilussa, Piazza Campo de’ Fiori, Piazza Sempione, Piazza Madonna de Monti e il Pigneto, chiuse e transennate già dalle 21, come stabilito dal Campidoglio.

“Sebbene non siano state riscontrate particolari criticità, nel corso della notte sono state elevate 17 sanzioni a persone che hanno contravvenuto all’art 4 del Decreto Legge n.19 del 2020. I controlli proseguiranno per tutta la durata della misura”, comunica la Questura con una nota.

Nelle piazze vuote, silenti, del centro storico i commercianti e i titolari di bar e ristoranti hanno dato vita a una protesta pacifica: lavagne e striscioni in cui gli esercenti hanno manifestato il loro grido di disperazione. “Come paghiamo l’affitto? Chi ci dà da mangiare? Che fine faremo? Come resisteremo?”, si legge nei cartelloni esposti fuori dai negozi e dalle trattorie.

 

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