“Me contro te”: sequestrati 3500 diari contraffatti

L’operazione della Guardia di Finanza è partita da Pomezia e si è estesa in tutta Italia. I rivenditori locali erano ignari della natura illecita dei beni
Me contro te
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La Guardia di Finanza ha sequestrato su tutto il territorio nazionale 3.500 copie del diario scolastico ME CONTRO TE destinato ai bambini, risultate contraffatte e prive delle indicazioni attestanti il rispetto della normativa sulla sicurezza dei prodotti.

Chi sono i Me contro Te

 

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I “Me contro te”

I “Me contro te” sono un duo siciliano di youtuber formato da Luigi Calagna e Sofia Scalia. Sono stati premiati dal Moige per aver stimolato la creatività dei ragazzi invitandoli a interessarsi di fisica con piccoli esperimenti che possono essere riprodotti in casa senza difficoltà.  Hanno condotto un programma su Disney Channel e quest’anno è uscito il loro primo film: “Me contro te – Il film – La vendetta del signor S” che ha avuto un grande successo con 8 milioni di euro al botteghino in sole due settimane.

Me contro te: le indagini della guardia di Finanza sono partite da Pomezia

Il Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza ha scoperto una filiera dedita alla produzione e commercializzazione di articoli editoriali realizzati in violazione della normativa sul copyright.

Le indagini, partite da Pomezia, hanno portato al sequestro di oltre 3.500 copie di diari scolastici 2020-2021 riportanti il marchio contraffatto ME CONTRO TE e privi delle indicazioni attestanti il rispetto della normativa sulla sicurezza dei prodotti. I sequestri sono stati effettuati sia presso negozi al dettaglio che presso rivenditori all’ingrosso su tutto il territorio nazionale.

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3500 diari di “Me contro te” sequestrati

I responsabili dell’illecito, attraverso l’utilizzo di società di comodo, sono riusciti ad inserirsi con un proprio canale nella grande distribuzione per la vendita dei prodotti editoriali maggiormente conosciuti dai più piccoli e a loro destinati. I rivenditori locali, al pari dei grossisti e dei distributori, erano in buona parte ignari della natura illecita dei beni che commercializzavano. La buona fede degli stessi operatori è stata spesso carpita producendo una falsa scrittura privata con la quale i sedicenti concessionari del marchio venivano autorizzati a vendere i diari direttamente dalla società detentrice all’origine dei diritti di sfruttamento economico.

Ad essere raggirati, oltre alla clientela finale, sono stati quindi tutti i soggetti coinvolti nella catena del valore, fra i quali spicca la ME CONTRO TE S.r.l. all’oscuro del circuito di commercializzazione parallelo che si è venuto a creare e che, una volta interpellata, ha subito disconosciuto la scrittura privata spacciata per autentica. L’attività criminale si è rivelata particolarmente insidiosa in quanto il “parallelo” canale distributivo era riuscito prima a sovrapporsi poi a soppiantare, specie in alcune aree del Sud, quasi completamente quello ufficiale utilizzato per la vendita dei diari originali.

Il prezzo di fornitura del diario contraffatto riservato ai grossisti (e quello praticato da questi ultimi ai negozi al dettaglio) era di poco inferiore a quello di mercato e, per tale motivo, non destava sospetti; di contro, la tempestività nelle consegne rafforzava il legittimo affidamento del commerciante/cliente favorendo la realizzazione di proventi illeciti.

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Le pagine interne del diario Me contro te

Considerato anche l’arco temporale di svolgimento del servizio, ossia a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, il periodo in cui si ha la maggior vendita dei prodotti dedicati alla scuola, è stata data immediata esecuzione ai sequestri effettuati sull’intero territorio nazionale attraverso una complessa e strutturata attività di organizzazione e coordinamento dei Reparti del Corpo per raggiungere in modo capillare le diverse aree geografiche del Paese.

In particolare, i negozianti coinvolti nella commercializzazione dei diari contraffatti sono stati individuati a seguito di una serie di numerosi controlli presso le rivendite al dettaglio dalle quali si è poi risaliti ai distributori, mediante l’acquisizione e l’incrocio di dati e informazioni estrapolate dalla documentazione reperita sul posto.

Le investigazioni hanno inoltre richiesto il costante monitoraggio delle principali piattaforme di commercio online, per il tramite delle quali, in alcuni casi, è avvenuta in modo palese l’illecita distribuzione del diario contraffatto.

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