Incendio Eco-X di Pomezia: condannato a tre anni l’amministratore unico

Il dirigente della Ecoservizi, Antonio Buongiovanni, dovrà scontare tre anni di reclusione per incendio colposo
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E’ arrivata la condanna per l’unico imputato nel processo per il rogo alla Eco-X di Pomezia. Il dirigente della Ecoservizi, Antonio Buongiovanni, dovrà scontare tre anni di reclusione per incendio colposo e inquinamento ambientale.

Processo Eco-X di Pomezia, arriva la condanna

Secondo il tribunale di Velletri sarebbe il sessantaduenne di Ardea il solo responsabile dell’incendio che il 5 maggio 2017 distrusse l’azienda sulla pontina vecchia insieme a più di ottomila tonnellate di rifiuti industriali. Buongiovanni negli scorsi mesi aveva deciso di patteggiare, ma dopo la bocciatura della richiesta da parte del giudice, ha optato per il rito abbreviato.

L’ordigno inesploso negli uffici dell’Ecoservizi

Ad aggravare la situazione è stato il ritrovamento, lo scorso giugno, di un ordigno inesploso all’interno degli uffici. Da qui la decisione di aprire un secondo fascicolo affidato alla direzione distrettuale antimafia di Roma, per indagare su possibili legami tra la Ecoservizi e le organizzazioni criminali locali. Si chiude quindi un capitolo buio per il tessuto economico e sociale del litorale romano, anche se continua a far riflettere la testimonianza del manager della Eco-x, poi deceduto, Salvatore Guglielmino, il quale sosteneva che Buongiovanni fosse soltanto un prestanome e che molte altre persone fossero a conoscenza della situazione critica in cui versava l’azienda, ben prima del rogo.

I lavori di messa in sicurezza dell’impianto Eco-X

ottobre 2019Dopo circa un anno, sono terminati i lavori di messa in sicurezza dell’impianto “Eco-X” di Pomezia, devastato da un terribile incendio a maggio del 2017. Gli interventi sono stati eseguiti sotto lo stretto controllo della “Asl Roma 6” per il monitoraggio delle fibre di amianto la cui presenza è stata scongiurata, almeno nei cumuli di rifiuti ancora accatastati. “Finalmente possiamo dire che la zona e’ stata messa in sicurezza – ha dichiarato il sindaco Adriano Zuccalà – ma questo e’ solo il primo passo. Il sito ha bisogno della rimozione totale dell’immondizia e di una bonifica a cui il comune da solo non può far fronte economicamente. Chiediamo ancora una volta e con forza l’intervento degli enti superiori, regione e ministero, affinchè non rimanga l’ennesimo sito messo in sicurezza e poi abbandonato” – ha concluso Zuccalà. Intanto, almeno per il momento, l’area torna in carico alla Procura della Repubblica e rimane sotto sequestro.

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