Il Papa annuncia un concistoro per 13 nuovi cardinali. Tra questi l’ex Vicario generale di Ostia

Il concistoro è fissato per il prossimo 28 novembre. Riceveranno la porpora anche due figure molto importanti per il nostro territorio
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Papa Francesco ieri al termine dell’Angelus ha annunciato la nomina di tredici nuovi cardinali nel concistoro che terrà il 28 novembre alla vigilia della prima domenica d’Avvento. Tra questi, monsignor Paolo Lojudice fino al 2019 vescovo ausiliario di Roma Sud e Vicario generale di Ostia e don Enrico Feroci, parroco del Divino Amore per anni direttore della Caritas Roma.

Il Papa annuncia un concistoro per 13 nuovi cardinali. Tra questi il parroco del Divino Amore don Enrico Feroci  e l’ex Vicario generale di Ostia Paolo Lojudice

Tredici nuovi cardinali per la Chiesa. È l’annuncio che ieri Papa Francesco ha fatto al termine dell’Angelus comunicando ai fedeli in Piazza San Pietro l’elevazione a cardinali di alcuni vescovi.  Della lista fanno parte due figure importanti per il nostro territorio si tratta di monsignor Paolo Lojudice, dal 2015 al 2019 vescovo ausiliario di Roma Sud  e Vicario generale di Ostia e Don Enrico Feroci, parroco del Divino Amore e direttore della Caritas Roma.

Il Papa annuncia un concistoro per 13 nuovi cardinali. Tra questi l'ex Vicario generale di Ostia 1
Monsignor Augusto Paolo Lojudice

 

Monsignor Augusto Paolo Lojudice attualmente è arcivescovo di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino. Nato a Roma il 10 luglio 1964, dopo la maturità classica, si è preparato al sacerdozio presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore e ha frequentato i corsi di Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana dal 1983 al 1988. Ha conseguito la Licenza in Teologia. È stato ordinato sacerdote il 6 maggio 1989 per la diocesi di Roma. Dal 2015 al 2019 è stato vescovo ausiliare di Roma Sud e Vicario generale di Ostia. È Segretario della Commissione Episcopale della Cei per le Migrazioni.

A Roma in molti conoscono Don Paolo che si divideva tra campi Rom e la periferia di Tor Bella Monaca dove è stato otto anni parroco. Quando i senza tetto occuparono il sagrato della centralissima basilica dei Santi Apostoli, lui era sempre lì per ascoltare, aiutare, trovare una soluzione con l’amministrazione capitolina. Da un anno monsignor Paolo Lojudice è vescovo di Siena e oggi il Papa lo ha indicato tra i nuovi tredici cardinali.

Una ‘porpora’ anche alla Chiesa povera dei poveri, quella di don Enrico Feroci che aprì con il Papa, il 18 dicembre 2015 la porta dell’ostello Caritas della stazione Termini a Roma.

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Don Enrico Feroci

Parroco a Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva. È nato il 27 agosto 1940 a Pizzoli (L’Aquila). Entrò a undici anni nel Pontificio Seminario Romano Minore e dopo gli studi liceali passò al Seminario Romano Maggiore. Ordinato sacerdote il 13 marzo 1965, ha ricoperto l’incarico di viceparroco e poi di parroco a San Frumenzio ai Prati Fiscali, a Roma, fino al 2004; poi parroco a Sant’Ippolito. Nel 2009 è stato nominato direttore della Caritas di Roma. Dal 2019 è stato nominato Parroco della Parrocchia Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva. Don Enrico è nato in Abruzzo ma ha speso quasi tutta la sua vita a Roma, dopo aver passato il testimone della Caritas al più giovane don Ben Ambarus, è tornato a fare il parroco, al Divino Amore.

Oltre a loro sono quattro gli italiani noninati, tre elettori (Lojudice appunto con Marcello Semeraro e Mauro Gambetti) e tre no per aver superato i limiti di età (padre Raniero Cantalamessa, monsignor Silvano Tomasi e don Enrico Feroci). Altra nomina che spicca per l’Italia è quella del francescano padre Mauro Gambetti, Custode del Sacro Convento di Assisi. Si accorge che la sua strada è il convento a 27 anni, dopo una laurea in ingegneria meccanica a Bologna. Diventa frate nella sua regione ma tutto il mondo lo conosce per essere il Custode di Assisi, la cittadella di San Francesco che ha accolto quattro volte lo stesso Papa Bergoglio, ma anche le massime autorità italiane e internazionali, religiose e laiche. E lì è padre Gambetta ad accoglierli a ‘casà, in semplicità come il saio e i sandali che indossa. Cardinale sarà anche un altro frate: padre Raniero Cantalamessa, marchigiano, che predica il Vangelo nelle stanze del Papa dai tempi di Giovanni Paolo II. Un uomo immerso nelle Sacre Scritture e nella liturgia, lontanissimo dai meccanismi di governo e potere ecclesiastici. È questa la Chiesa italiana che piace a Papa Francesco che ancora una volta ha assegnato la porpora non guardando al peso della diocesi ma alla storia delle persone.

 

 

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