Navalny, scoperte tracce di veleno nel sangue dell’oppositore di Putin

Il dissidente russo è finito in coma durante un volo per Mosca. Da sabato è ricoverato in Germania: le analisi del sangue certificano l’avvelenamento con una potente neurotossina
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Alexei Navalny è stato avvelenato. Nel sangue dello storico oppositore di Vladimir Putin è stata trovata una potente neurotossina, un inibitore della colinesterasi. Le analisi effettuate in Germania, nell’ospedale di Berlino dove è ricoverato da sabato, parlano chiaro. Non si tratta più soltanto di un sospetto. Al dissidente russo – intubato un reparto di terapia intensiva del Charité Hospital di Berlino – è stato effettivamente somministrato un thè al veleno: confermati i sospetti dei suoi sostenitori.

Tracce di veleno nel sangue di Navalny: l’oppositore di Putin è stato avvelenato

I medici tedeschi dell’ospedale Charité di Berlino, dove Navalny è ricoverato, confermano: l’oppositore russo è stato avvelenato. Nel suo sangue scoperta una sostanza – l’inibitore della colinesterasi – che è presente anche nel famigerato Novichok, il veleno utilizzato due anni fa contro l’ex spia russa Serghei Skripal, a Salisbury.

L’attivista anti Putin si era sentito male giovedì scorso a bordo di un aereo, durante un volo dalla Siberia verso Mosca. I suoi familiari fin dall’inizio hanno puntato il dito sul thè, probabilmente avvelenato, consumato da Navalny nell’aeroporto di Tomsk in attesa dell’imbarco.

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L’oppositore russo Navalny durante una manifestazione anti-governativa a Mosca, il 29 febbraio scorso

Attualmente il dissidente è in coma farmacologico, in condizioni gravi “ma non in pericolo di vita”, spiegano i medici tedeschi dello Charité Hospital. I dottori che lo hanno in cura però non escludono “effetti a lungo termine” sulla sua salute, dovuti agli effetti tossici della neurotossina riscontrata nel sangue.

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Alexei Navalny

L’attivista russo, contestatore delle politiche del capo del Cremlino, viene ora curato con l’atropina, l’antidoto utilizzato per contrastare gli effetti di diverse sostanze velenose, compresi i gas nervini.

Navalny, 44 anni, per anni ha denunciato la corruzione presente in Russia, organizzando manifestazioni contro lo strapotere di Putin. Più volte è finito in carcere, con l’accusa di manifestazione non autorizzata.

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L’ospedale Charité di Berlino dove da sabato è ricoverato Navalny

“Il comunicato dell’ospedale Charité conferma i sospetti di avvelenamento per Alexei Navalny. Scelta giusta accoglierlo a Berlino. L’Europa intera condivide la richiesta tedesca di chiarimenti sul caso”, sottolinea il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni.

Gli inibitori della colinesterasi, la sostanza trovata nell’organismo di Navalny, sono prodotti da alcuni serpenti velenosi. Ma sono anche alla base dei gas nervini, come il Sarin. Il Novichok – la sostanza utilizzata per avvelenare Serghei Skripal, l’ex agente del Kgb fuggito in Gran Bretagna – è composto proprio da inibitori della colinesterasi, ed è un agente nervino prodotto nei laboratori russi, particolarmente potente e facile da trasportare.

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