Minacce di morte a Di Maio, solidarietà dei partiti. Caso Regeni, Conte: “Riferirò in Parlamento”

Sui social minacce contro il ministro degli Esteri. Il premier Conte torna sul caso Regeni e assicura: “Ho urgenza di riferire, riferirò appena possibile alla Commissione di inchiesta”
DI MAIO
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Minacce di morte, insulti, violenza verbale. Tutto ai danni del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Ti vogliamo morto, insieme a tutti i napoletani”, hanno scritto gli haters su Twitter. Nel pomeriggio di oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è tornato sulla vicenda di Giulio Regeni, e ha annunciato: “Ho urgenza di riferire alla Commissione d’Inchiesta, lo farò appena possibile”.

Minacce di morte contro Di Maio. Solidarietà bipartisan

“Ti vogliamo morto”, si legge su un account twitter anonimo. Il bersaglio delle minacce e dell’odio social questa volta è il ministro degli Esteri: “devi morire”, con “tutti i napoletani”, scrivono gli haters. La solidarietà è immediata e bipartisan. “Vicinanza al ministro Luigi Di Maio per le inaccettabili minacce ricevute. Dentro e fuori i social, combattiamo qualsiasi forma di violenza, insieme”, dichiara il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

“Anche questo allarmante episodio dimostra quanto sia urgente agire per sconfiggere l’intolleranza e l’odio che avvelenano la nostra convivenza”, commenta il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Del Rio. “Solidarietà a ministro Luigi Di Maio, vittima di assurde minacce di morte sui social”, ha cinguettato Maria Stella Gelmini, deputata di Forza Italia.

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Il premier Conte torna sul caso Regeni: “Ho urgenza di riferire alla Commissione d’Inchiesta”

Il caso di Giulio Regeni, il giovane ricercatore torturato e assassinato dal governo egiziano di Al Sisi, al Cairo, torna alla ribalta. L’occasione è l’acquisto da parte degli egiziani di alcune fregate, vendute dall’Italia. “Ho urgenza di riferire. Riferirò appena possibile” alla Commissione d’Inchiesta sul caso Regeni, ha dichiarato il premier Giuseppe Conte fuori da Palazzo Chigi.

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“Resta ferma la nostra incessante richiesta di progressi significativi nelle indagini sul caso del barbaro omicidio di Giulio Regeni”, ha sottolineato oggi il ministro degli Esteri Di Maio, nel corso del Question Time alla Camera.

Rispondendo ai giornalisti all’uscita di Palazzo Chigi, il presidente Conte ha poi ribadito che non intende mettere in piedi un suo partito. In merito all’ipotesi emersa dagli ultimi sondaggi, per cui un suo partito potrebbe avere il 14% dei consensi, ha dichiarato, ironicamente: “A mia insaputa, perché io non ho partiti”.

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