Ladispoli: Il comitato strutture ricettive scrive al sindaco Grando

Ladispoli: Il Comitato strutture ricettive ha scritto al sindaco Grando per chiedere un intervento sulla pressione fiscale e contributiva
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Ladispoli: Il Comitato strutture ricettive ha scritto al sindaco Alessandro Grando per chiedere misure a sostegno del comparto, tra queste la riduzione della Tari e la sospensione della tassa di soggiorno

«Alberghi vuoti, una stagione estiva piena di punti interrogativi e una libertà di spostamento ancora vincolata –  Il Comitato strutture ricettive di Ladispoli ha scritto al sindaco Alessandro Grando per chiedere un intervento sulla pressione fiscale e contributiva. Difficilmente i residenti della stessa Regione soggiorneranno per concedersi una vacanza fuori porta – commenta l’associazione – e venendo a mancare un’ampia fetta di turismo proveniente dall’estero, la situazione diventerà ancora più critica. Si prevede, infatti, un calo della domanda di oltre 150 milioni di presenze, circa il 55% in meno rispetto all’anno scorso. Inoltre, con l’annullamento della Sagra del Carciofo le perdite sono ancora più ingenti. L’evento riusciva infatti a trainare in città un indotto tale da sostenere le attività seppur in bassa stagione. Chiediamo una riduzione del 50% della tari per le strutture che non figurano come prima casa – conclude l’associazione – il dimezzamento dell’Imu per gli alberghi di categoria “D” e la sospensione a tempo indeterminato della tassa di soggiorno”.

Ladispoli: anche L’Assobar scrive al sindaco Grando e chiede di tutelare le attività che stanno rispettando le regole

«Basta con i soliti furbetti – ha dichiarato il presidente di Assobar Ladispoli, Marco Nica – Chi sbaglia deve pagare. Non ci possiamo più permettere di far chiudere una categoria per colpa di chi infrange le regole. Chi è stato protagonista di assembramenti davanti al proprio locale con musica alta vendendo alcol sapendo che di regola non va somministrato a chi è visibilmente brillo deve subire le conseguenze delle proprie scelte. Non possiamo accettare che un’intera categoria paghi le conseguenze di chi di propria scelta, sta mettendo a rischio l’incolumità di una comunità non rispettando le regole

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