Goletta Verde, il monitoraggio delle acque di balneazione: situazione critica

Terminata l’indagine di Legambiente sull’inquinamento dei mari e dei laghi italiani: 1 punto ogni 3 è oltre i limiti di legge per mancanza di depurazione
Goletta Verde
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su pinterest
Condividi su email

Bilancio critico per le due Golette di Legambiente, Goletta Verde e Goletta dei laghi, che quest’estate hanno monitorato per più di un mese lo stato di salute del mare e dei laghi italiani. A parlar chiaro sono i dati raccolti: esaminate le coste di 18 regioni e 28 laghi italiani, e i risultati sono preoccupanti. Un punto di costa balneabile ogni 3 è risultato oltre i limiti di legge per presenza di batteri fecali. Sotto la lente anche la lotta al marine litter, la plastica in mare: Goletta Verde ha contato centinaia di rifiuti galleggianti per ogni km e almeno 1 rifiuto su 3 è plastica usa e getta.

Legambiente, i risultati dell’indagine di Goletta Verde: cariche batteriche elevate nelle acque delle coste italiane

La cattiva o assente depurazione resta il principale nemico del mare e delle acque interne. Le criticità maggiori sono state prevalentemente riscontrate sul versante costiero tirrenico, a ridosso delle foci di fiumi, rii e canali che, sfociando in mare, portano con sé cariche batteriche a volte molto elevate.

Guarda la mappa interattiva dei punti più inquinati rilevati da Goletta Verde (clicca qui)

Goletta Verde

Una situazione preoccupante confermata sia in diverse regioni del sud, dove persistono le criticità diffuse legate all’assenza di impianti di depurazione e di allacciamento alla rete fognaria, sia nel Centro Italia, in particolare nel Lazio.

Goletta Verde

Il bilancio di Legambiente a tutela del mare e delle acque interne è stato presentato a Roma il 12 agosto. Tre le azioni urgenti da mettere in campo, per l’associazione ambientalista: completare la rete fognaria e di depurazione delle acque reflue, anticipare il recepimento della Direttiva europea che vieta alcune plastiche monouso, approvare la Legge Salvamare ferma inspiegabilmente in Senato.

“Anche quest’anno il viaggio delle due Golette – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – ci conferma come in Italia la cattiva depurazione resti una delle principali opere incompiute del nostro Paese, per la quale siamo già stati condannati dall’Ue a pagare 25 milioni di euro, cui se ne aggiungono 30 ogni semestre di ritardo nella messa a norma”.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia, mentre “fortemente inquinati” se almeno uno dei due parametri viene superato per più del doppio del valore normativo.

Goletta Verde, i dati sulla plastica in mare

Negli ultimi 3 anni di ricerche in mare (dal 2017 al 2019) su 1756 km monitorati, Goletta Verde ha contato centinaia di rifiuti per ogni km di mare e almeno 1 rifiuto su 3 è plastica usa e getta: per lo più imballaggi, buste, cassette di polistirolo e bottiglie.

Il Covid-19 – dichiara Serena Carpentieri, vicedirettrice di Legambiente – rischia di rendere meno efficaci i passi avanti fatti per ridurre la plastica usa e getta. Per evitare che ci sia un nuovo boom dei prodotti usa e getta, è fondamentale che l’Italia anticipi il recepimento della Direttiva europea che vieta e limita alcune plastiche monouso”.

Leggi anche: “Green Deal”: l’Europa si afferma leader mondiale in materia di sostenibilità ambientale

“Green Deal”: l’Europa si afferma leader mondiale in materia di sostenibilità ambientale

Potrebbero interessarti