Scuola, sindaci e singoli istituti potranno decidere di rinviare l’apertura

Rientro in classe, la Regione Lazio rimanda la decisione su un eventuale rinvio per la ripresa delle lezioni a sindaci e presidi. Intanto, il settore è sempre più in fibrillazione
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Manca meno di una settimana all’inizio della scuola e in merito alla data della ripresa delle lezioni la situazione resta piuttosto incerta. La Regione Lazio rimanda la decisione su un eventuale rinvio dell’apertura a sindaci e presidi.

Scuola, sindaci e presidi potranno decidere un eventuale rinvio della prima campanella

A cinque giorni dal suono della campanella, nel Lazio 9mila alunni sono ancora senza aule: per la precisione, ne mancano all’appello circa mille, oltre a 300mila banchi.

E se resta confermata la data del 14 settembre per la ripresa delle lezioni, l’assessore regionale alla scuola Claudio Di Berardino – come si suol dire – “mette le mani avanti”, facendo presente che “resta ferma l’autonomia dei sindaci e delle singole istituzioni scolastiche nel valutare decisioni più opportune in merito alla data di inizio dell’anno”.

scuola

Intanto, oggi hanno riaperto i 400 nidi capitolini per oltre 16500 bambini: fino al 12 ottobre sarà garantito l’orario unico dalle 8 alle 14; poi si ripartirà con il tempo pieno.

Il Campidoglio assicura il rispetto delle linee guida regionali e il rifornimento delle mascherine per le educatrici. A Fiumicino la maggioranza parla di un “piano scrupoloso per la riapertura delle scuole”, con oltre 30 aule in più e il potenziamento delle aree esterne.

Ma la Lega, con la consigliera Federica Poggio, attacca: “Il servizio scuolabus partirà solo il 24 settembre. La mensa il 6 ottobre. Gli orari scolastici saranno ridotti. Mancano insegnanti ed educatrici di sostegno. In che modo il comune si direbbe prontissimo?”

Nel frattempo, permane lo stato di agitazione per le esternalizzazioni delle supplenze nei nidi e nelle materne di Fiumicino: i sindacati hanno chiesto la convocazione al prefetto e inviato un esposto alla Corte dei Conti, all’Anac, all’ispettorato della Funzione Pubblica e al ministero dell’Istruzione.

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