Fiumicino: Federbalneari chiede un fronte comune a difesa del turismo

3mila persone sono tagliate fuori dagli ammortizzatori sociali e rischiano di non essere riassunte
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Federbalneari di Fiumicino richiede alle istituzioni di formare un fronte comune a difesa del settore turistico e del suo indotto, fortemente a rischio a causa dell’emergenza sanitaria del Covid-19. I gestori degli stabilimenti balneari chiedono al Governo maggiori tutele per poter ripartire quando l’isolamento sarà terminato

Federbalneari di Fiumicino: “Per ripartire, è necessario un grande sostegno pubblico”

“E’ bene ricordare che il nostro territorio, oltre che di indotto aereoportuale, vive del tradizionale turismo balneare – è quanto dichiarano gli esponenti di “Federbalneari” Fiumicino – nella situazione odierna di emergenza sanitaria – proseguono – la filiera è stata fortemente penalizzata e ci vorrà tempo perché la situazione si stabilizzi anche dopo le riaperture. Il nostro settore dovrebbe beneficiare di un grande sostegno pubblico per poter ripartire.

Fiumicino, Federbalneari: “3mila persone tagliate fuori dagli ammortizzatori sociali”

Purtroppo, però, le misure a sostegno dell’economia messe in campo dal governo non sono sufficienti da sole a tutelare il comparto e minano, se non supportate da idonei provvedimenti, l’esistenza stessa delle aziende. Preoccupa, infatti, la tutela dei dipendenti: le norme sulla cassa integrazione relative al Decreto “Cura Italia” escludono, al momento, tutti i lavoratori stagionali. Tradotto in numeri, nel nostro territorio, sono circa 3mila le persone impossibilitate a essere riassunte e tagliate fuori da ogni tipo di ammortizzatore sociale. Chiediamo alle istituzioni di formare un fronte comune di difesa del turismo balneare e del suo indotto” – termina il comunicato di Federbalneari.

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