Corruzione all’aeroporto di Fiumicino: arrestati 4 imprenditori e un alto funzionario Enac

Maxi operazione della Polizia: scoperchiato un sistema corruttivo all’interno dell’aeroporto Da Vinci, tra gli indagati anche due avvocati romani
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Maxi operazione della Polizia di frontiera, coordinata dalla Procura di Civitavecchia, all’aeroporto di Fiumicino Leonardo Da Vinci. In arresto quattro imprenditori, titolari di aziende con sede all’interno dello scalo romano, e un alto funzionario dell’Enac, l’Ente per l’aviazione civile. Le accuse sono di corruzione e traffico di valuta all’estero. Indagati anche diversi imprenditori romani e due avvocati della Capitale.

Retata di imprenditori e funzionari all’aeroporto di Fiumicino: tutti accusati di corruzione

Sono quattro gli imprenditori a essere finiti in manette questa mattina, tutti con aziende all’interno dell’aeroporto di Fiumicino. Insieme a loro è stato arrestato anche un alto funzionario dell’Enac: le accuse sono di corruzione e traffico di valuta all’estero.

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Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, hanno permesso di scoprire un presunto sistema di mazzette e bustarelle che gli uomini d’affari avrebbero regolarmente elargito nei confronti dei funzionari pubblici.

Secondo gli investigatori l’impianto corruttivo messo in atto dagli imprenditori era finalizzato a far sì che i funzionari sorvolassero su una serie di irregolarità nelle loro attività, che altrimenti avrebbero portato alla revoca delle certificazioni necessarie per lavorare in ambito aeroportuale.

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Sempre secondo i pubblici ministeri il funzionario dell’Enac arrestato, un uomo di anni 58 anni, veniva sistematicamente remunerato con benefit di vario tipo, dai viaggi alle auto di lusso, passando per veri e propri pagamenti in contanti che avvenivano tramite il passaggio delle classiche “bustarelle”.

Gli avvocati romani finiti sotto indagine, nell’ambito della stessa operazione, secondo la Procura avrebbero cercato di sfruttare la malleabilità del funzionario pubblico per esportare clandestinamente all’estero ingenti somme di denaro, sui quali gli investigatori stanno ancora indagando.

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