Covid-19, crisi aeroporti: nel 2020 Fiumicino ha perso il 73% dei passeggeri

La ripresa nei mesi estivi è stata troppo timida per risollevare l’andamento, decisamente a picco, del traffico aereo italiano
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Il 2020 sta volgendo al termine e per gli aeroporti italiani è tempo di bilanci. A due mesi dalla fine dell’anno, lo scenario è critico. I dati relativi al traffico aereo sono anche peggio di qualsiasi previsione. Ai mesi di lockdown, dove i voli erano pressochè fermi, non è seguita una ripresa consistente durante l’estate e ora, visto l’aggravarsi dell’emergenza sanitaria la situazione non può che peggiorare.

La crisi degli aeroporti in Italia

La ripresa nei mesi estivi è stata troppo timida per risollevare l’andamento, decisamente a picco, del traffico aereo italiano. Se gli spostamenti tra gli aeroporti nazionali hanno fatto registrare un calo inferiore (oltre il 40% di passeggeri in meno rispetto al 2019), la situazione più drammatica viene da quelli con l’UE (meno 78%) e soprattutto extra UE (più del 90% in meno rispetto all’anno precedente).

Si stima che ad oggi il sistema aeroportuale nazionale abbia perso circa l’83% dei passeggeri, il 68% dei movimenti aerei e il 33% delle merci.

Secondo l’indagine effettuata da Assaeroporti l’anno potrebbe chiudersi con 58 milioni di passeggeri, ovvero il 70% in meno rispetto ai 193 milioni registrati nel 2019 e con una contrazione del fatturato per i gestori aeroportuali pari a 2 miliardi di euro.

“I dati che abbiamo registrato sono drammatici- afferma il presidente di Assaeroporti Fabrizio Palenzona – Gli aeroporti stanno affrontando una difficilissima crisi finanziaria e senza immediati interventi di sostegno diretto sono a rischio migliaia di posti di lavoro e la realizzazione di investimenti e progetti di modernizzazione e sviluppo.

Senza un piano di rilancio il comparto rischia di non risollevarsi con gravissime conseguenze per cittadini e imprese. – sottolinea Palenzona, che avverte – Il Governo non deve abbandonare il sistema aeroportuale anzi deve investire su di esso perché strategico per le attività del Paese e per la ripresa dell’economia. Senza aeroporti il Paese si ferma”. – conclude il presidente di Assaeroporti.

Crisi aeroporti: Fiumicino e Ciampino seguono l’andamento nazionale

Stesso scenario anche presso gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Gli scali laziali hanno registrato numeri che riportano indietro la memoria di vent’anni.

Al Leonardo Da Vinci, finora, sono transitati circa 76mila voli (-64% rispetto al 2019), 7 milioni e novecentomila passeggeri (-73%) e 47mila tonnellate di merci pari al 61% in meno dell’anno precedente. Andando nel dettaglio, come per tutto gli altri aeroporti italiani, la crisi maggiore viene dal traffico aereo extra UE dove le percentuali schizzano a cifre decisamente più importanti: 13.900 voli (-72%), un milione e 900mila passeggeri (-79%) e 39mila tonnellate di merci (meno 66% rispetto al 2019).

Con numeri minori, in proporzione alla grandezza e alla capacità dello scalo, ma anche Ciampino viaggia a cifre molto più basse. Sono 19mila i movimenti di aeromobili nel 2020, che corrispondono a circa il 46% in meno del 2019; un milione e 330mila i passeggeri (-66%). Unico dato in controtendenza qui, il tonnellaggio delle merci che si attesta attualmente a quasi 12mila tonnellate, più o meno le stesse dell’anno precedente.

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