Coronavirus, seconda ondata. Cassese attacca il governo: «la politica non ha saputo amministrare»

Il giudice emerito della Corte Costituzionale punta il dito contro il governo sulla gestione dell’emergenza.
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Il costituzionalista Sabino Cassese torna a criticare l’operato del Governo in merito alla gestione dell’emergenza Coronavirus. «Avendo lasciato decisioni al fai da te locale – dice – sorgeranno problemi.»

Coronavirus, seconda ondata. Cassese: «la politica non ha saputo amministrare»

A pochi giorni dall’ultimo Dpcm (leggi qui) del 18 ottobre sulle misure per frenare il contagio covid-19 che ha previsto una nuova stretta non solo sulla movida ma anche su altri settori come quello delle fiere e i congressi o per gli sport di contatto; si torna a parlare dell’utilità o meno delle misure intraprese e sopratutto ci si interroga sul perché L’Italia si sia fatta trovare impreparata per questa seconda ondata prevista già da mesi.

Secondo il costituzionalista Sabino Cassese non è corretto parlare di emergenza visto che la situazione che stiamo vivendo era prevista da mesi.  Non è la prima volta che il giudice emerito della Corte costituzionale punta il dito contro il Governo sulla gestione dell’emergenza e questa volta, in un’intervista a Repubblica, non è da meno. Secondo Cassese la politica ha voluto gestire l’epidemia e per questo ci siamo fatti trovare impreparati per la seconda ondata.

«Purtroppo la gestione tutta politicizzata – anzi in mano ai partiti – della reazione alla pandemia ha aperto la strada al calcolo elettorale nella gestione. Questa consente una pubblicità quotidiana. Non si è calcolato, però, il costo di questa sovraesposizione mediatica, che finirà per ritorcersi su politici e amministratori, che finiranno per diventare i capri espiatori di ogni errore – ha dichiarato Cassese  in un’intervista rilasciata a  Repubblica –  tra giugno e ottobre vi era tempo per prepararsi. La prima ondata ci aveva colto di sorpresa, ora giustificazioni non ce ne sono. Il paradosso ulteriore è che tutto questo periodo è coperto dalla dichiarazione di emergenza, motivata proprio con la necessità di avere mano libera. Ma questa non è stata usata o è stata adoperata male, a giudicare dai risultati».

 

Coronavirus, seconda ondata. Cassese: «Avendo lasciato le decisioni al ‘fai da tè locale, i problemi sorgeranno.»

« Avendo lasciato le decisioni al ‘fai da tè locale, i problemi sorgeranno – continua – sulla decisione prevale la negoziazione. Sull’amministrazione prevale la politica. Nella politica dominano i rapporti tesi tra maggioranza e opposizione. Insomma, il contrario di una gestione razionale del periodo critico che stiamo attraversando e che non finirà presto, perché per finire ci vogliono sia cure specifiche, sia vaccini». «Il sistema sanitario – sottolinea Cassesesarebbe, per legge, nazionale. Di fatto, è una rissosa confederazione di venti sistemi regionali. Le regioni non cederanno mai la materia, perché rappresenta due terzi della loro finanza e molto di più del loro potere di lottizzazione. Le conseguenze di lungo periodo si faranno sentire. Anche ora si vedono, con la debolezza della sanità territoriale, di più difficile lottizzazione. Comunque, mi pare che siano assenti previsione, programmazione, capacità di preparazione in vista delle situazioni eccezionali o di emergenza. Ne soffrono coloro che sono in prima linea. I francesi direbbero che manca ‘l’amministrazione di stato maggiore.»

 

 

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