Caso Regeni, Di Maio chiede agli egiziani di consegnare gli indirizzi di casa degli assassini di Giulio

Questa sera il premier Conte in audizione presso la Commissione Parlamentare d’Inchiesta. In discussione la vendita di due navi all’Egitto
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Il caso di Giulio Regeni, il giovane ricercatore torturato e assassinato dal governo egiziano di Al Sisi, non è ancora chiuso. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha chiesto al suo omologo al Cairo gli indirizzi di casa degli assassini del ragazzo, per permettere agli inquirenti italiani di arrestarli. Alle dieci di stasera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte riferirà alla Commissione d’Inchiesta in merito allo stato delle indagini e sulla probabile vendita agli egiziani di due navi da guerra prodotte da Fincantieri.

Caso Regeni, Di Maio ha chiesto gli indirizzi di casa degli assassini di Giulio

Alla vigilia dell’audizione del premier Conte davanti alla Commissione d’Inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, il ministro degli Esteri Di Maio ha inviato al governo del Cairo una lettera formale con la richiesta di consegnare gli indirizzi di domicilio degli assassini del giovane ricercatore.
“Ho mandato una lettera al ministro degli Esteri egiziano Shoukry ribadendo che serve un efficace segnale di svolta sul caso di Giulio Regeni. Bisogna far luce definitivamente sulla morte di Giulio perché il tempo dell’attesa è finito. Una data molto importante sarà quella del primo luglio quando i magistrati italiani ed egiziani si incontreranno”, ha dichiarato oggi Di Maio.
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Giulio fu torturato e ucciso per ordine dei vertici del ministero dell’Interno egiziano, la notte del 25 gennaio del 2016. Il giorno dopo il suo corpo fu trovato in una scarpata ai bordi di una strada di periferia del Cairo: i magistrati italiani hanno stabilito che fu gettato lì per sviare i sospetti, ma era stato rapito e torturato nei locali di un edificio delle forze di sicurezza egiziane.

Conte alle 22 riferirà alla Commissione d’Inchiesta sulla vicenda della vendita delle navi militari

Ora però in ballo c’è la prossima vendita da parte dell’Italia di due navi da guerra ultra-moderne, appena sfornate da Fincantieri, proprio al governo di Abdel Fattah Al Sisi. Due fregate Fremm, armate di tutto punto, inizialmente destinate alla nostra Marina militare, che ora invece dovrebbero essere dirottate verso il Cairo.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato la compravendita, ma nulla ancora è stato concluso definitivamente: serve l’approvazione della commissione Uamav del ministero degli Esteri – non scontata viste le posizioni di Di Maio – e le recenti proteste dei genitori di Giulio Regeni potrebbero aver contribuito a rimescolare le carte.
In ogni caso il segretario Pd Nicola Zingaretti due giorni fa ha annunciato la sua opposizione al ripristino di rapporti normali tra Italia ed Egitto, almeno finché non venga fatta piena luce sulla morte del giovane ricercatore.
Alle 22 di stasera l’audizione in Commissione parlamentare d’Inchiesta, a palazzo San Macuto, del presidente del Consiglio Conte. E i genitori del ragazzo non si rassegnano: continuano la loro battaglia per la ricerca della verità, e soprattutto per evitare che il governo riprenda rapporti normali con il regime di Al Sisi.
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Comprendo il dolore della famiglia, hanno tutto il diritto di chiedere con forza delle risposte ed è inaccettabile che ad oggi queste risposte ancora non siano arrivate”, commenta Di Maio.
“Farò tutto il possibile per accelerare questo percorso. Il governo è compatto, stiamo lavorando in sinergia e con il massimo impegno per ottenere la verità sulla morte di Giulio Regeni”, conclude il ministro degli Esteri.
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