Il governatore Fontana indagato per frode, nel mirino dei pm una fornitura da mezzo milione di euro

Il presidente leghista della Regione Lombardia al centro dell’inchiesta per la fornitura di camici monouso, affidata alla ditta della moglie e del cognato
fontana
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su pinterest
Condividi su email

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana è indagato dalla Procura di Milano per frode. Nel mirino dei pubblici ministeri una fornitura da mezzo milione di euro per 75mila camici monouso destinati agli ospedali lombardi: fornitura che dalle carte risulta affidata, senza gara, alla ditta della moglie e del cognato del governatore lombardo.

Inchiesta camici, il presidente della Lombardia Fontana indagato per frode

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, è accusato dalla Procura di Milano di frode in pubbliche forniture: avrebbe condizionato la procedura di affidamento del contratto da 513mila euro per la fornitura di 75mila camici, destinati agli ospedali lombardi.

Il contratto è stato affidato alla ditta Dama spa, di proprietà di Roberta e Andrea Dini, rispettivamente moglie e cognato di Fontana, al prezzo di mezzo milione di euro. Una procedura secondo i pm del tutto anomala, anche perché non era stata fatta la segnalazione obbligatoria di parentela.

fontana

Tutto parte da un’inchiesta della trasmissione Report, condotta da Sigrido Ranucci, andata in onda sulla RAI il 15 maggio, intitolata “Affaire Covid”.

L’inchiesta svela che la partita di 75mila camici monouso destinati ai medici degli ospedali lombardi sarebbe stata venduta dalla Dama spa della moglie e del cognato di Fontana alla Regione Lombardia, lo scorso 16 aprile, con un contratto di affidamento diretto,  per 513.000 euro.

Il 19 maggio, quattro giorni dopo l’inchiesta di Report, Fontana trasforma – secondo i pubblici ministeri – la vendita della partita di camici da mezzo milione di euro in una donazione, proprio per cercare di salvarsi dallo scandalo.

E per compensare il cognato Andrea Dini del mancato guadagno, dovuto alla trasformazione del contratto in donazione, il governatore lombardo trasferisce 250mila euro dal suo conto personale offshore direttamente a quello del cognato.

Ma l’operazione messa in atto dal governatore non ha fortuna, perché l’agenzia finanziaria incaricata da Fontana del bonifico il 19 maggio blocca il pagamento, in base alla normativa antiriciclaggio.

Non trovando una causale o una prestazione coerenti con il bonifico, disposto da un soggetto a rischio come Fontana per via del suo incarico pubblico, l’agenzia lancia una segnalazione di operazione sospetta alla Banca d’Italia, che la gira direttamente alla Guardia di Finanza e alla Procura.

Da pochi minuti ho appreso con voi di essere stato iscritto nel registro degli indagati. Duole conoscere questo evento, con le sue ripercussioni umane, da fonti di stampa”, ha annunciato il governatore della Lombardia su Facebook.

Leggi anche: ‘Ndrangheta, catturati sei boss latitanti: gestivano il traffico di cocaina dal Sudamerica

‘Ndrangheta, catturati sei boss latitanti: gestivano il traffico di cocaina dal Sudamerica

Potrebbero interessarti